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Dolmen du Bois de la Grosse Pierre à Sainte-Radegonde en Charente-Maritime

Charente-Maritime

Dolmen du Bois de la Grosse Pierre

    Route Sans Nom
    17250 Sainte-Radegonde
Proprietà privata
Crédit photo : Phojack - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1993
Classificazione monumento storico
1998
Scavi archeologici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen (doc

Dati chiave

Jacques Gachina - Archeologo Ho cercato e studiato il sito nel 1998.

Origine e storia

Il Dolmen du Bois de la Grosse Pierre, classificato come monumento storico nel 1993, è un sito megalitico iconico del Neolitico a Sainte-Radegonde, Charente-Maritime. Questo tumulo quadrangolare, lungo circa 20 metri e largo 15 metri, ospita una camera sepolcrale rettangolare preceduta da un corridoio di accesso deportato. Gli scavi condotti nel 1998 da Jacques Gachina rivelarono orthostat antropomorfe, uno dei quali porta seni scolpiti, volutamente invertiti, probabilmente a causa delle credenze locali.

La camera funebre, ora in rovina, è stata inizialmente coperta da un tavolo più di un metro di spessore, rotto in quattro pezzi. Il sito, saccheggiato in un tempo indeterminato, ha consegnato ossa umane, punte di freccia, cappotti di ceramica neolitici e elementi di ornamento (perle, conchiglie), così come frammenti di ceramica medievale. Questi risultati attestano l'occupazione prolungata e pratiche rituali complesse.

Il dolmen, del tipo angoumoisin, ha un ingresso in "porta di avanzo", una volta chiuso da uno stopper di pietra o legno, simile a quelli dei vicoli coperti della Val d BehOise. Gli orthostat, alti 2,20 metri, erano accuratamente coperti. La loro deliberata inversione suggerisce un rifiuto legato a culti o superstizioni locali, illustrando l'evoluzione delle credenze intorno ai monumenti megalitici.

Elencato nell'inventario dei monumenti storici dal 1993, il sito è stato oggetto di uno studio approfondito di Jacques Gachina, pubblicato nel 1998. La ricerca mette in evidenza la sua importanza nel paesaggio funebre neolitico del Centro Ovest, rivelando tracce di riutilizzo o uso successivo, come testimonia la ceramica medievale trovata lì.

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