Costruzione di dolmen Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo di costruzione del monumento megalitico.
1993
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1993 (≈ 1993)
Inventario di monumenti storici.
1998
Scavi archeologici
Scavi archeologici 1998 (≈ 1998)
Studio guidato da Jacques Gachina.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen (doc
Dati chiave
Jacques Gachina - Archeologo
Ho cercato e studiato il sito nel 1998.
Origine e storia
Il Dolmen du Bois de la Grosse Pierre, classificato come monumento storico nel 1993, è un sito megalitico iconico del Neolitico a Sainte-Radegonde, Charente-Maritime. Questo tumulo quadrangolare, lungo circa 20 metri e largo 15 metri, ospita una camera sepolcrale rettangolare preceduta da un corridoio di accesso deportato. Gli scavi condotti nel 1998 da Jacques Gachina rivelarono orthostat antropomorfe, uno dei quali porta seni scolpiti, volutamente invertiti, probabilmente a causa delle credenze locali.
La camera funebre, ora in rovina, è stata inizialmente coperta da un tavolo più di un metro di spessore, rotto in quattro pezzi. Il sito, saccheggiato in un tempo indeterminato, ha consegnato ossa umane, punte di freccia, cappotti di ceramica neolitici e elementi di ornamento (perle, conchiglie), così come frammenti di ceramica medievale. Questi risultati attestano l'occupazione prolungata e pratiche rituali complesse.
Il dolmen, del tipo angoumoisin, ha un ingresso in "porta di avanzo", una volta chiuso da uno stopper di pietra o legno, simile a quelli dei vicoli coperti della Val d BehOise. Gli orthostat, alti 2,20 metri, erano accuratamente coperti. La loro deliberata inversione suggerisce un rifiuto legato a culti o superstizioni locali, illustrando l'evoluzione delle credenze intorno ai monumenti megalitici.
Elencato nell'inventario dei monumenti storici dal 1993, il sito è stato oggetto di uno studio approfondito di Jacques Gachina, pubblicato nel 1998. La ricerca mette in evidenza la sua importanza nel paesaggio funebre neolitico del Centro Ovest, rivelando tracce di riutilizzo o uso successivo, come testimonia la ceramica medievale trovata lì.
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