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Buona Grotta di Balm a Quinson dans les Alpes-de-Haute-Provence

Patrimoine classé
Vestiges préhistoriques
Grotte
Grotte préhistorique
Alpes-de-Haute-Provence

Buona Grotta di Balm a Quinson

    Clos de Cendroua
    04500 Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Grotte de la Baume Bonne à Quinson
Crédit photo : © Service communication du Conseil général des Alp - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
300
400
500
1900
2000
300 000 à 350 000 ans
Aspetto del fuoco
400 000 à 500 000 ans
Le prime tracce umane
1946
La scoperta scientifica
7 avril 1992
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cave con il portico e il deposito preistorico all'interno (Box B 686): iscrizione per ordine del 7 aprile 1992

Dati chiave

Bernard Bottet - Scoperta del sito Rivelato occupazione preistorica nel 1946.
Henri Breuil - Preistorico influente Cugino e mentore di Bernard Bottet.
Henry de Lumley - Direttore degli scavi Ricerca diretta fino al 1968.
Claire Gaillard - Archeologo Ripreso gli scavi nel 1988.
Jean Gagnepain - Archeologo E' successo a Claire Gaillard.

Origine e storia

Il Balm Bonne è un sito archeologico in grotta e rifugio situato nel comune di Quinson, nelle Alpi-de-Haute-Provence. Questo sito si affaccia sul Verdon e testimonia una presenza umana risalente a 400.000 anni o addirittura 500.000 anni. Dal 1992 è un monumento storico. Il nome "Baume Bonne" significa una grotta, secondo l'etimologia provenzale del termine balsamo, che significa una cavità naturale. Le prime tracce umane, attribuite a Homo erectus, rivelano un habitat sviluppato con incroci, anche se il fuoco non era ancora controllato in quel momento. Bifacce, strumenti caratteristici, sono stati scoperti in gran numero.

Tra i 300.000 e i 350.000 anni, l'uso del fuoco appare nel Good Balm. Più tardi, la presenza dell'Uomo di Neanderthal è attestata da strumenti tipici, come quelli del taglio Levallois, presenti anche nelle vicine grotte di Sainte-Maxime. Nel Paleolitico superiore, il sito è occupato, ma i resti non mostrano tracce di grandi specie cacciate altrove in Europa (mammouths, renna). In Provenza e Verdon, gli occupanti cacciarono cavalli, ibessi, aurocchi e bidoni. Un bisonte inciso a Ségriès (Moustiers-Sainte-Marie) è il primo indice d'arte parietale in Provenza, mettendo in discussione l'idea di una regione senza arte rocciosa.

Le prime rivelazioni scientifiche sull'occupazione preistorica del Verdon risalgono al 1946, grazie a Bernard Bottet, sensibilizzato alla Preistoria dal cugino Henri Breuil, un preistorico di spicco. Gli scavi del deposito sotto riparo iniziarono sotto la direzione di Henry de Lumley fino al 1968, poi riprese nel 1988 sotto Claire Gaillard e Jean Gagnepain. Il sito fornisce una stratigrafia divisa in sette set, che copre l'antico Paleolitico medio, il Mousterian, il Paleolitico superiore e il Neolitico (Cardial). Oggi, la visita alla grotta è organizzata dal Museo della Preistoria delle Gole di Verdon, che fornisce mediazione educativa.

Collegamenti esterni