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Castello di Château-Larcher dans la Vienne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Vienne

Castello di Château-Larcher

    Le Bourg
    86370 Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
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Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
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Château de Château-Larcher
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Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Château de Château-Larcher
Crédit photo : Jochen Jahnke 16:19, 27. Nov. 2008 (CET) - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1000
1300
1400
1500
1600
1900
2000
IXe siècle (888)
Prima menzione di una roccaforte
1300-1372
Occupazione inglese
XIIIe siècle
Ricostruzione di Saint Louis
XVIe siècle (1504-1686)
Possession des Rochechouart
1912
Correzione di torri di castelet
1927
Registrazione del castello e della dungeon
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il possibilene incluso nelle rovine: classificazione per decreto del 6 gennaio 1912 - I resti del castello, ad eccezione del possibilene classificato: iscrizione per decreto del 18 febbraio 1927

Dati chiave

Hugues X de Lusignan - Conte della Marcia e Angoulême Rebellious proprietario, castello confiscato da Saint Louis.
Saint Louis - Re di Francia Ordine di rasare il castello nel 1242.
Rochechouart de Mortemart - Famiglia selvatica Proprietari dal 1504 al 1686.
Blanche de Castille - Madre Obiettivo della rivolta di Lusignano.

Origine e storia

Castello di Larcher, situato nel dipartimento di Vienna in Nuova Aquitania, è un vestigio medievale che domina il paese dello stesso nome. Le sue origini risalgono al IX secolo, dove nel 976 fu menzionata una prima roccaforte carolingia con il nome di Castrum Acardi, tra cui una torre, una cappella e un mulino. Questo sito strategico controllava l'alta valle del Clain e le strade per Angoulême e Bordeaux. La fortezza fu successivamente di proprietà dei signori locali, poi confiscati da San Luigi nel XIII secolo dopo la rivolta degli Ugue X di Lusignano, alleato degli inglesi. Rasato in rappresaglia, il castello fu ricostruito prima di essere danneggiato durante la guerra dei cent'anni (occupato dagli inglesi dal 1300 al 1372) e le guerre di religione (distrutte due volte dai protestanti).

Nel XVI secolo, il Rochechouart de Mortemart ereditò (1504-1686) e parzialmente restaurato, ma il castello fu gradualmente abbandonato nel XVII secolo, anche servendo come cava di pietra durante la Rivoluzione. Oggi, ci sono solo rovine classificate o elencate nei Monumenti Storici: il castelet con le sue due torri (XIV secolo, classificato nel 1912), una dungeon pentagonale (XIII secolo) e fossati interni. Il sito ospita ora l'ufficio turistico ed è un simbolo del patrimonio difensivo Poitevin, segnato da secoli di conflitto e ricostruzione.

Il castello fa parte di un più ampio paesaggio storico, tra cui i dolmen neolitici (ca. -3500 a.C.) sull'altopiano di Thorus, una lanterna del XIII secolo dei morti, e una chiesa romanica (Notre-Dame-et-Saint-Cyprien, XII secolo) integrata nelle fortificazioni. Questi elementi testimoniano una continua occupazione umana dal IV millennio a.C., con tracce gallo-romane (altare del II secolo a Battesimo) e medievale. Il comune, denominato "piccola città di carattere", valorizza questo patrimonio attraverso eventi come il festival medievale annuale, attirando migliaia di visitatori.

Architettonicamente, il castello illustra l'evoluzione delle tecniche difensive: la dungeon, costruita su uno sperone roccioso, dominava l'ambiente circostante, mentre la colata, dotata di un erpice e di un ponte levatoio (ora sostituita da un ponte dormiente), proteggeva l'ingresso. I torni, coronati da fessure e fossati (battuti in seguito) riflettono adattamenti ai conflitti, soprattutto contro gli inglesi e i protestanti. Recenti scavi e restauri (come quelli delle vetrate della cappella di Baptresse nel 2013) conservano questo patrimonio, rivelando al contempo il suo ruolo centrale nella storia locale, tra potere signorile, religione e vita comunitaria.

La toponomia di Château-Larcher, fissata nel XVII secolo dopo 18 variazioni (come Chastel-Acherd o Le Rocher nel 1789), riflette la sua storia turbolenta. Il villaggio, organizzato sotto forma di "Y" intorno al castello, conserva anche borghi storici (Baptresse, Thorus) e notevoli edifici religiosi, come la lanterna dei morti (XIII secolo, classificata nel 1840) o l'ex chiesa parrocchiale trasformata in una stalla. Questi elementi, combinati con i pericoli naturali (fiori del Clouère) e le attività agricole tradizionali (allevamento, cereali), disegnano l'identità di un comune rurale dove il patrimonio e la memoria collettiva rimangono vive.

Collegamenti esterni