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Castello di Thérac aux Gonds en Charente-Maritime

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Charente-Maritime

Castello di Thérac

    Le Bourg
    17100 Les Gonds
Crédit photo : De Jaucourt - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1600
1700
1800
1900
2000
1288
Residenza del Vescovo Gimer
XVe-XVIe siècles
Ricostruzione rinascimentale
1697
Distruzione parziale
1791
Vendita come un bene nazionale
14 avril 1997
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Entry châtelet (causa AD 126): entrata per ordine del 14 aprile 1997

Dati chiave

Gimer - Vescovo dei Santi Primo occupante conosciuto nel 1288.
Giuliano Soderini - Sponsor del lavoro Responsabile dello sviluppo rinascimentale.
Nicolas Le Cornu de La Courbe de Brée - Vescovo residente Il castello fu occupato prima del 1697.
Guillaume de La Brunetière du Plessis-Gesté - Vescovo dei Santi Distruzioni ordane nel 1697.

Origine e storia

Il castello di Thérac, situato a Les Gonds a Charente-Maritime, trova le sue origini nel Medioevo come proprietà dei vescovi dei Santi. Già nel 1288 il vescovo Gimer visse, segnando la sua importanza religiosa e signeuriale. Il sito, originariamente medievale, è profondamente ridisegnato nel Rinascimento sotto l'impulso di Giuliano Soderini, le cui opere oggi lasciano solo la cappella in rovina. Questo castello, strutturato intorno a due recinti separati da un fosso inondabile, illustra l'architettura difensiva del periodo, con un ingresso a torri cilindriche dotate di archi canonali e un ripido di legno.

Nel XVII secolo, il vescovo Nicolas Le Cornu de La Courbe de Brée e successivamente il vescovo Guillaume de La Brunetière du Plessis-Gesté occuparono il sito, quest'ultimo ordinando la sua parziale distruzione nel 1697 a causa del suo stato di disprezzo. La proprietà, venduta come proprietà nazionale nel 1791 dopo la Rivoluzione, mantenne tuttavia alcuni elementi notevoli: un fienile del XVII secolo, resti di cortina, e una casa del XVIII secolo si unirono alle rovine. Il castagno d'ingresso, intatto con la sua cornice originale e il suo percorso tondo, testimonia il passaggio tra il Medioevo e il Rinascimento. Ranked un monumento storico nel 1997, il sito ora combina tracce medievali e aggiunte successive, offrendo un panorama dell'evoluzione architettonica e politica della regione.

L'architettura del castello riflette il suo duplice ruolo di residenza episcopale e fortezza. Il cortile, protetto dalla castagna di pepe, era sede di annessi, mentre la corte d'onore, ora estinta, ospitava la casa seigneuriale. I comuni costruiti nel XIX secolo hanno ristretto lo spazio originale, ma la cornice trasversale del fienile di Sant'Andrea e le decorazioni classiche della casa del XVIII secolo richiamano i successivi adattamenti del sito. Le foche, una volta inondabili, e le bocche delle torri evidenziano il suo passato militare, contrastando con i pilastri e le bende aggiunte in seguito, simboli di una mutevole nobiltà ecclesiastica.

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