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Castello di La Petite Pierre à La Petite-Pierre dans le Bas-Rhin

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Bas-Rhin

Castello di La Petite Pierre

    2 Place du Château 
    67290 La Petite-Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
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Château de La Petite Pierre
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Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Château de La Petite Pierre
Crédit photo : Pascal Radigue - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1212
Primo ingresso scritto
1223
Assegnazione al Vescovo di Strasburgo
fin XIIe siècle
Fondazione di contea
1452
Sede e presa da Frédéric I
1566
Residence Jerri-Hans a Veldenz
1648
Traversata controllata dalla Francia
1677–1681
Opere di Vauban
1870
Demilitarizzazione tedesca
1922
Monumento storico
1977
Sede del Parco Naturale Vosges du Nord
2017–2020
Ristrutturazione importante
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello (reti) e recinzioni fortificate (restri): classificazione per decreto del 27 aprile 1922

Dati chiave

Comtes d'Eguisheim-Dabo - Fondatori della contea Date il feudo alla famiglia Parva Petra.
Bourcard de Lutzelstein - Vescovo di Strasburgo (1403) Da un quarto del castello al conte Palatin.
Frédéric Ier - Conte Palatino (1452) Dopo un assedio, il castello è occupato.
Jerri-Hans de Veldenz - Conte Palatino (1566) Modernizza il castello in residenza.
Vauban - Ingegnere militare (1681) Ristrutturare le fortificazioni del castello.
Pierre-Yves Caillaut - Chief Architect (2017-2020) Dirige la ristrutturazione contemporanea.

Origine e storia

Il castello di La Petite-Pierre, o Burg Lützelstein, è un edificio medievale eretto alla fine del XII secolo dai Conti di Eguisheim-Dabo, poi ceduto in feudo alla nobile famiglia Parva Petra ("piccola pietra"), che gli diede il nome. Il sito, menzionato nel 1212, divenne una contea indipendente prima di essere integrato nei possedimenti del vescovo di Strasburgo nel 1223 sotto forma di feudo. La sua storia fu segnata da conflitti successivi, in particolare con il conte Palatino Frédéric I, che prese il controllo nel 1452 dopo un assedio di nove settimane.

Nel XVI secolo, il castello fu modernizzato da Jerri-Hans, conte Palatin di Veldenz, che ne fece la sua residenza nel 1566. Dopo la guerra dei trent'anni (1648), passò sotto il controllo francese, e Vauban rafforzò le fortificazioni tra il 1677 e il 1681, salvando la sua distruzione in contrasto con altri castelli alsaziani. Demilitarizzato nel 1870 sotto l'annessione tedesca, ospiterà successivamente i servizi forestali tedeschi e francesi, prima di ospitare, dal 1977, gli uffici del Parco Naturale Regionale Vosges du Nord.

L'architettura del castello combina elementi difensivi medievali (dungeon pentagonale distrutto nel XIX secolo, cisterna del XIV secolo) e aggiunte rinascimentali (pozzi ornati, porta pilastri). Classificato monumento storico nel 1922, il sito ha subito una ristrutturazione importante tra il 2017 e il 2020 per preservare il suo patrimonio, adattandolo all'uso amministrativo. Oggi, il suo cortile, il giardino e l'artigianato sono aperti al pubblico, mentre il festival Au Grès du Jazz si svolge ogni estate dal 2002.

Il castello è inseparabile dalla città fortificata di Staedtel, fondata tra il XIII e il XIV secolo per rafforzare la sua difesa. I resti dei bastioni, la cappella di Saint-Louis e le cisterne (tra cui uno scavato nel 1570–1571) testimoniano questo passato strategico. Le fortificazioni visibili risalgono principalmente al lavoro di Vauban (1684), sostituendo le strutture più antiche distrutte nel 1870.

Di proprietà dei Conti di Eguisheim-Dabo, poi dei vescovi di Strasburgo e Palatini, il castello illustra le postazioni politiche dell'Alsazia medievale e moderna. La sua occupazione ininterrotta dal XII secolo lo rende un raro esempio di continuità storica, segnato da adattamenti successivi agli usi militari, amministrativi e culturali.

Collegamenti esterni