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Besançon Arenas dans le Doubs

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Arènes romaine
Doubs

Besançon Arenas

    Rue Marulaz
    25000 Besançon
Arènes de Besançon
Arènes de Besançon
Arènes de Besançon
Crédit photo : myself - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100
200
300
400
500
1100
1200
1800
1900
2000
Ier siècle
Costruzione dell'anfiteatro
IVe siècle
Abbandonato come luogo di intrattenimento
Moyen Âge
Riutilizzo come cava di pietra
1885
I primi scavi archeologici
2 avril 1927
Prima classificazione Monumento storico
1995
Ricerche di Inrap
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Remnants of the Roman arenas and of the chapel Saint-Jacques in the barracks Condé, attuale liceo di formazione professionale Condé: classificazione per decreto del 2 aprile 1927 - La sezione tra Charles-Siffert Avenue a nord, Marulaz Street a sud, la scala che unisce queste due tracce a est e la piazza a ovest: classificazione per ordine del 28 maggio 1947 - Tutti i resti, tra cui i suoli e archeologici

Dati chiave

Auguste Castan - Archeologo Ricerca e relazione nel 1885.

Origine e storia

Gli Arenes de Besançon, resti di un anfiteatro romano, furono costruiti nel primo secolo nell'antica Vesontio, ora Besançon (Doubs). Situato sulla sponda opposta del Doubs rispetto alla città antica, questo monumento ibrido combina caratteristiche di anfiteatro classico (come in Arles o Nîmes) e anfiteatro "massico" (come in Amiens o Tours). Le sue dimensioni, stimate tra 122 e 130 metri di lunghezza, lo rendono uno dei più grandi edifici esecutivi della Gallia Romana. Fu abbandonato nel IV secolo e fu riutilizzato come necropoli e vigneto, e poi servito come cava di pietra nel Medioevo per costruire edifici come la Cittadella di Besançon.

L'anfiteatro, ricercato dalla fine del XIX secolo, rivela una struttura originale: parzialmente costruito in terreno pianeggiante (lato sud-orientale, vicino al Lycée Condé) e sostenuto dalla collina di Charmont (lato nord-ovest, Rue Marulaz). Questa dualità architettonica si traduce in due livelli di archatura a sud-est e solo uno a nord-ovest. I resti visibili oggi sono limitati a porzioni di pareti e gradini, principalmente tra Rue Marulaz e Avenue Charles-Siffert. I materiali, composti da macerie e grandi elettrodomestici decorativi, testimoniano di sofisticate tecniche costruttive romane.

Classificato come monumento storico nel 1927, il sito è stato sottoposto a protezioni successive (1947, 2002) per preservare i suoi resti archeologici. Gli scavi effettuati nel 1995 dall'Inrap contribuirono a ricostruire il suo piano e l'elevazione, confermando una capacità di almeno 20.000 spettatori. Nonostante il suo stato frammentario, l'anfiteatro rimane una grande testimonianza della romanizzazione in Franche-Comté, che ora fa parte del paesaggio urbano del quartiere Battant, dove una strada porta ancora il suo nome ("strada delle arene").

La storia del monumento riflette anche il suo declino: abbandonato come luogo di performance, diventa fonte di materiali per costruzioni medievali e moderne, tra cui la chiesa di Madeleine e le fortificazioni di Vauban. L'attuale, sebbene ridotta, rimane offre una panoramica della sua importanza passata, mentre gli studi archeologici continuano a illuminare il suo ruolo nell'antica Vesontio. La sua classificazione e registrazione sottolineano il suo valore di patrimonio, nonostante le persistenti lacune nella sua conoscenza.

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