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Cattedrale di Albi dans le Tarn

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Cathédrale
Eglise gothique
Tarn

Cattedrale di Albi

    5 Boulevard Général Sibille
    81990 Albi

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
700
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
666
Destrutturazione del primo edificio
1282
Inizio costruzione
1480
Consacrazione della Cattedrale
1509-1512
Dipinti delle volte
1792
Minaccia di distruzione rivoluzionaria
2010
Classificazione UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Bernard de Castanet - Vescovo di Albi (1277-1308) Iniziatore del cantiere di mattoni.
Pons Descoyl - Architetto sospetto Catalano, presunto autore dei piani.
Louis Ier d'Amboise - Vescovo di Albi (1474-1503) Acquisire la cattedrale e aggiungere il jube.
Louis II d'Amboise - Vescovo di Albi (1503-1510) Introduce artisti italiani per le volte.
Christophe Moucherel - Fattore organo (XVIIIe) Creato il grande organo nel 1736.
Jean-François Mariès - Architetto locale Salvata la cattedrale nel 1792.

Origine e storia

La Cattedrale di San Cecile di Albi, sede dell'Arcidiocesi, fu costruita tra il 1282 e il 1480 su un pitone roccioso che si affaccia sul Tarn. La sua architettura fungina in mattoni, tipica del gotico meridionale, contrasta con i suoi interni riccamente decorati. Sostituisce diversi edifici precedenti, tra cui una cattedrale romanica distrutta da un incendio nel 666 e una chiesa gotica del XIII secolo, la "vecchia chiesa", rovinata da conflitti episcopali nel XV secolo.

La costruzione fu lanciata sotto l'impulso del vescovo Bernard de Castanet (1277-1308), in un contesto post-crossade degli Albigoi segnato dalla lotta contro il catarismo. La scelta del mattone, un materiale economico e rapido da attuare, riflette il desiderio di una ricostruzione rapida e poco costosa, pur affermando il potere episcopale di fronte all'eresia. Si dice che il presunto architetto, Pons Descoyl, un catalano, abbia progettato i piani ispirati agli edifici indipendenti di Midi, come il convento giacobino di Tolosa.

Il cantiere, rallentato da conflitti politici e da epidemie, subì una grande ripresa sotto Luigi I di Amboise (1474-1503), che completò la cattedrale nel 1480. Questo prelato, vicino al re Luigi XI, aggiunse elementi gotici fiammeggianti, come il jube di pietra e i pavimenti ottagonali del campanile. Suo nipote, Luigi II di Amboise, introdusse artisti italiani all'inizio del XVI secolo per decorare le volte, creando il più grande ensemble dipinto del Rinascimento francese (18.500 m2).

La cattedrale, classificata come monumento storico nel 1862 e patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2010, ospita tesori come il Giudizio Universale (1474-1484), un organo monumentale del XVIII secolo e reliquie di Santa Cecilia, patrona dei musicisti. Il suo massiccio esterno, rinforzato dai piedi e da un campanile di 78 m, nasconde un sontuoso interno con affreschi medievali, sculture gotiche e decorazioni rinascimentali.

Nel XIX secolo, controversi restauri, guidati da César Daly, alterarono il tetto e sollevarono le pareti, alterandone parzialmente l'aspetto originario. Nonostante queste trasformazioni, la cattedrale rimane un simbolo del potere episcopale albigiano e una eccezionale testimonianza dell'arte sacra meridionale, attirando centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

Oggi, la Cattedrale di Sainte-Cécile è inseparabile dalla città episcopale di Albi, classificata all'UNESCO. Essa incarna quasi otto secoli di storia religiosa, artistica e politica, dalla lotta contro il catarismo al suo ruolo attuale come luogo di pellegrinaggio e concerti, soprattutto nei festival annuali dedicati a San Cecile.

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