Costruzione di forni 1852–1854 (≈ 1853)
Quattro forni costruiti secondo il processo di Simonneau.
vers 1880
Chiusura dei forni
Chiusura dei forni vers 1880 (≈ 1880)
Fine della produzione di calce.
21 juin 1983
Concerto di apertura
Concerto di apertura 21 juin 1983 (≈ 1983)
Risveglio culturale del sito.
26 août 1991
Registrazione MH
Registrazione MH 26 août 1991 (≈ 1991)
Protezione del forno e dondolo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Quattro forni di calce Rey, così come i resti del rocker (Box ZH 15): iscrizione per ordine del 26 agosto 1991
Dati chiave
Pierre Simoneau - Engineer
Produttore di forni (procedura di Simonneau).
Jean-Claude Énault - Sindaco di Regnéville
Iniziatore di riabilitazione nel 1982.
Luc Macé-Malaurie - Direttore del Conservatorio
Co-fondatore del progetto culturale.
Origine e storia
I forni di calce Rey, situati a Regnéville-sur-Mer nel dipartimento di Manche, furono costruiti tra il 1852 e il 1854 secondo i piani dell'ingegnere Pierre Simoneau. Questi quattro forni, utilizzando l'innovativo processo chiamato Simonneau, hanno permesso di cucinare legno o carbone per produrre calce oleosa, principalmente destinato alla modifica delle terre acide dell'armomerica occidentale. Il loro stabilimento si basava su un deposito calcareo locale e sull'adiacente porto di messa a terra, dove il carbone e il calcare gallese transitavano in Bretagna e nelle isole del Canale. L'attività cessò intorno al 1880, con il declino del liming agricolo.
Il sito, abbandonato per un secolo, è stato riscoperto nel 1982 grazie all'iniziativa di due appassionati: Jean-Claude Énault, sindaco di Regnéville, e Luc Macé-Malaurie, direttore del Conservatoire de musique. Il loro progetto culturale culminò nel 1983 in un concerto inaugurale (Beethoven, Haydn, Haendel) che attrasse 600 spettatori, rivivendo l'interesse per i forni. Questi, registrati come monumenti storici nel 1991, sono stati restaurati e trasformati in un museo marittimo, gestito dal Dipartimento della Manica. Oggi il museo ripercorre la storia industriale e marittima del paese, tra cui la ricostruzione di una corderia chiusa nel 1925 e mostre sul cabotaggio.
La storia di Regnéville-sur-Mer, un porto attivo del Medioevo, è strettamente legata a questi forni. Nel XIX secolo, la città era un hub commerciale: le fiere medievali di Agon e Montmartin attirarono mercanti, mentre gli armatori di Le Havre e Honfleur organizzarono la pesca in Terranova. I forni di lime, anche se brevemente sfruttati, illustrano questa transizione da un'economia marittima tradizionale a una prima industrializzazione. La loro conservazione simboleggia anche la conservazione di un patrimonio industriale regionale, che ora è apprezzato da attività culturali e educative.
Il processo di Simonneau, caratteristico dei forni Rey, si distingue per una struttura a cielo aperto a tre livelli: il portellone di coda (carica), uno spazio intermedio per il monitoraggio e il livello di scarico. Due gallerie dotate di caminetti secondari sono stati in grado di bruciare di fila, ottimizzando la cottura. Queste innovazioni tecniche, combinate con la posizione strategica del sito (proximity of calstone and port), hanno reso i forni un modello di efficienza effimera. La loro prima dismissione riflette i cambiamenti agricoli della fine del XIX secolo, segnati dal graduale abbandono degli emendamenti calcarei.
Oggi, i forni di calce Rey appartengono al Conseil départemental de la Manche, che li mantiene come parte della rete di siti e musei dipartimentali. L'adiacente museo marittimo offre modelli, vecchi strumenti, e un relitto per evocare la vita dei marinai, dal calfat ai cacciatori, così come l'età d'oro del cabotaggio. Un film sul castello medievale di Regnéville, una volta protettore del porto, completa la visita collegando il patrimonio marittimo e architettonico.
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