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Roquefort-des-Corbières Milestones dans l'Aude

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Borne
Borne milliaire

Roquefort-des-Corbières Milestones

    305 La Cerbeyre
    11540 Roquefort-des-Corbières

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
27 av. J.-C. – 14 apr. J.-C.
Regola di agosto
1869
Scoperto da Theodore Marty
Années 1960
Rane di Yves Solier
26 février 1974
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Auguste - 1° imperatore romano Sponsor di due terminali intatti.
Constantin - Imperatore romano (IV secolo) Associato a un terminal con Licinio.
Licinius - Co-imperatore di Costantino Menzionato ai margini del IV secolo.
Théodore Marty - Archeologo (19esimo secolo) La scoperta del sito nel 1869.
Yves Solier - Archeologo (XX secolo) Cerca di invalidare l'ipotesi del relè.
Domitius Ahenobarbus - Proconsul de Narbonnaise Planner di Via Domitia.

Origine e storia

Le pietre miliari di Roquefort-des-Corbières sono marcatori kilometrici di Via Domitia, un importante percorso romano che collega l'Italia alla Spagna. Quattro terminali sono ora raggruppati sul sito della Clotte, a sud-ovest del villaggio. Due, intatte, datano dal regno di Augusto (27 a.C. – 14 d.C.) e indicano le distanze da Roma via Fréjus o Vaison-la-Romane. Gli altri due, frammentari, menzionano le distanze da Narbona: uno è attribuito agli imperatori Costantino e Licinio (IV secolo), l'altro è un aepigrafo (senza iscrizione). Questi terminali, originariamente posizionati lungo la pista, furono spostati e riutilizzati tra il X e il XIV secolo, probabilmente come materiali da costruzione.

Il pilastro di Augusto citato CIL 17-02, 00292 reca un'iscrizione parziale che celebra i suoi titoli: "Padre della Patria", "Padre supremo", e i suoi 12 consolati. Questi artefatti illustrano l'organizzazione romana di strade, con terminali distanziati di 1,481,5 metri (1 000 gradini). Scoperti nel 1869 da Theodore Marty, furono prima associati a un relè scenico (mutatio), un'ipotesi invertita dagli scavi di Yves Solier (60). La prospezione aerea ha rivelato che la Via Domitia, costruita da Domitius Ahenobarbus, stava effettivamente evitando questo sito ripido per prendere la pianura costiera.

Monumenti storici dal 26 febbraio 1974, i terminal sono ora situati alle coordinate 42°58'32.7"N 2°55'24.2"E, sulla terra comunale. La loro conservazione offre una rara testimonianza di antiche infrastrutture stradali a Narbonnaise, una regione chiave della romanizzazione. Le iscrizioni, parzialmente cancellate, rimangono una preziosa fonte per lo studio delle vecchie reti e della propaganda imperiale. Il sito, di proprietà del comune, è accessibile al pubblico, anche se la sua esatta posizione sul percorso originale è stata revisionata dall'archeologia moderna.

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