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Castello di Madrid dans les Hauts-de-Seine

Hauts-de-Seine

Castello di Madrid

    29 Boulevard du Commandant Charcot
    92200 Neuilly-sur-Seine
Martin Pierre Denis (1663-1742)

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1528
Inizio costruzione
1548
Philibert Delorme prende il controllo
1559
Il primato succede a Delorme
1568-1570
Completamento del lavoro
1656
Installazione di una fabbrica
1787
Ordine demolizione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

François Ier - Re di Francia, sponsor Iniziatore del progetto nel 1528.
Henri II - Re di Francia Finire il castello intorno al 1570.
Girolamo della Robbia - Scultore e ceramista fiorentino Autore di decorazioni in terracotta smaltata.
Philibert Delorme - Architetto Reale Dirige il lavoro dal 1548.
Le Primatice - Pittore e architetto Continua a lavorare dopo Delorme (1559).
Charles IX - Re di Francia Visse davanti al Santo Bartolomeo (1572).
Marguerite de Valois - Regina di Francia Visse lì dopo il ritorno a Parigi (1605).

Origine e storia

Il castello di Madrid, originariamente chiamato Château de Boulogne, fu ordinato nel 1528 da François I nel Bois de Boulogne, nell'attuale città di Neuilly-sur-Seine. Diretto da architetti italiani e francesi come Girolamo della Robbia, Pierre Gadier e Philibert Delorme, incarna un capolavoro del Rinascimento francese, mescolando influenze toscane (decori di terracotta invetriata) e tradizioni locali (pavillon ispirati a Chambord). Il suo nome veniva da una barzelletta di corte: i cortigiani dicevano che il re, spesso ritirandosi dopo la sua prigionia a Madrid, aveva "partito a Madrid". I giardini si estendevano all'attuale rue du Bois-de-Boulogne, mentre il corpo centrale, fiancheggiato da logge, richiamava ville italiane come Boffalora.

Il castello divenne una residenza privilegiata dei Valois: Charles IX e Catherine de Médicis vi rimasero prima del massacro della Saint-Barthélemy (1572), e Marguerite de Valois visse dopo il suo ritorno in grazia nel 1605. Luigi XIII lo riusò nel XVII secolo, ma Luigi XIV lo abbandonò a Versailles. Già nel 1656 fu installata una fabbrica di calze di seta, senza un successo duraturo. Dal 1657, l'edificio, mal mantenuto, si deteriora rapidamente. Nel 1787 Luigi XVI ordinò la sua vendita e demolizione, efficace dopo il 1792. I materiali sono stati dispersi: legno, piombo e piastrelle smaltate di Della Robbia sono stati venduti, mentre alcuni frammenti (una capitale di Écouen, ceramica a Carnevale e Sèvres) rimangono oggi.

L'ipotesi di un'ispirazione spagnola (I-Alcazar di Madrid) è implausibile, perché la sua ricostruzione di Charles Quint (1537) posteggia l'inizio del lavoro francese. D'altra parte, la decorazione di terracotta colorata, evocando gli azulejos, e l'uso ironico del nome "Madrid" dalla corte, spiegano il suo nome definitivo. Il piano "H" e le torri "Dangle" sono piuttosto ispirate dalle ville italiane e dai castelli della Loira (Chenonceau, Chambord). Dopo la sua distruzione, il sito ha ospitato una clinica, una molestia, e poi un ristorante (1909), ora trasformato in alloggiamento. Non è visibile in situ alcuna vestigia significativa del castello.

I lavori furono completati tra il 1568 e il 1570 sotto Enrico II, con importanti contributi di Le Primatice, che ricordarono Della Robbia per le decorazioni. Il castello era famoso per i suoi sontuosi interni e le sue facciate quasi interamente ricoperte da basrilievi in terracotta smaltata, vale la pena il suo soprannome "Château de faience". Questi elementi, uniti alla sua posizione ai margini del Bois de Boulogne, lo fecero simbolo del patronato reale e dell'influenza artistica italiana in Francia nel XVI secolo.

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