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Massiccio di Luberon à Bonnieux dans le Vaucluse

Sites - Attractions
Site de montagne
Massif du Luberon
Massif du Luberon
Massif du Luberon

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
200
300
1100
1700
1800
1200
1900
2000
Antiquité (avant l'ère chrétienne)
Prima menzione del massiccio
Moyen Âge
Fortificazione del guscio
1708
Terremoto storico
1977
Creazione del Parco Naturale
1988
Ottenere AOC Luberon
1997
Classificazione UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Strabon - Geografia greca Prima di menzionare *Louerionos*.
Joseph Talon - Pioniere dell'agricoltura del tartufo Le querce di tartufo sviluppate.
Peter Mayle - Scrittore britannico Autore di un anno in Provenza*.
Claude Berri - Filmmaker Tourna *Manon des source* nel Luberon.
Fouquet d'Agoult - Signore locale (15 ° secolo) Creato lo stagno del Bonde.

Origine e storia

Il massiccio del Luberon è un complesso montano di 60 km situato tra i dipartimenti di Vaucluse e le Alpi-de-Haute-Provence, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Il suo punto più alto, il Negro Murre, raggiunge 1.125 metri sul livello del mare. Composto da calcare e marnes, è sede di una varietà di ecosistemi, dalle foreste di cedro alle ghirlande mediterranee, e di una ricca fauna tra cui raptors in pericolo come l'aquila di Bonelli.

La prima menzione del massiccio risale ai tempi antichi sotto il nome di Louerionos, evocata dal geografo greco Strabon. Nel Medioevo, la sua posizione strategica tra la valle di Calavon e la Durance lo rende un luogo di passaggio fortificato, in particolare il Combe de Lourmarin. I villaggi appollati, come Bonnieux o Gordes, testimoniano un'antica occupazione umana, risalente al Paleolitico, con grotte sepolcrali e rifugi rocciosi.

Luberon è stata a lungo una risorsa importante per le popolazioni locali: scavare per carbone, cave di calcare (come la pietra di Ménerbes), e pascolare per le mandrie. Nel XIX secolo, il suo ruolo strategico diminuì con l'industrializzazione, ma divenne un simbolo della Provenza rurale, preservata dal 1977 dal Parco Naturale Regionale di Luberon, classificata come riserva della biosfera dall'UNESCO nel 1997.

Oggi il massiccio unisce il turismo culturale (villaggi classificati come Ménerbes o Roussillon), l'agricoltura (vignobles AOC Luberon, tartufo, lavanda) e la protezione ambientale. Il suo clima mediterraneo, caratterizzato da estati secche e autunnali piovosi, promuove una eccezionale biodiversità, con 1.500 specie vegetali e un'avifauna che rappresenta il 50% delle specie francesi. Mercati provenzali, come quello creato nel XVI secolo, perpetuano tradizioni secolari.

Il Luberon è anche un luogo di ispirazione artistica, immortalato da scrittori come Peter Mayle (Un anno in Provenza) o Henri Bosco, e pittori come Paul Guigou. Il suo seminterrato contiene fossili del Mesozoic, protetti in una riserva naturale geologica, mentre i suoi paesaggi servivano come sfondo per i film iconici, da Jean de Florette a Piscina.

Collegamenti esterni

Condizioni di visita

  • Conditions de visite : Ouvert toute l'année
  • Ouverture : Conditions de visites sur le site de l'office du tourisme ci-dessus