Riabilitazione attuale 2009 (≈ 2009)
Ristorante e galleria di apertura.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Ex barriera di concessione: classificazione per decreto del 24 aprile 1907
Dati chiave
Claude-Nicolas Ledoux - Architetto
Produttore di rotunda e propylates.
Louis XVI - Re di Francia
Smettila di correre a Varennes.
Origine e storia
La rotunda de la Villette, nota anche come barriera Saint-Martin, fu costruita tra il 1784 e il 1788 dall'architetto Claude-Nicolas Ledoux come elemento centrale della parete dei General Farmers. Questo edificio monumentale, il più imponente dei "propilati" di Parigi, servì come uffici per la raccolta della sovvenzione, una tassa sulle merci che entrano nella capitale. Ha controllato due strade principali: Fiandre e Soissons, tramite guaritori ausiliari.
La rotunda, anche se non strettamente una barriera, ricevitori alloggiati, controller e un corpo di guardia. La sua architettura combina antiche influenze e il Rinascimento italiano, con un piano trasversale greco, un cilindro interno illuminato da un pozzo zenitale, e una facciata in pietra decorata con colonne toscane e doriche. Ledoux esprime il suo ideale progressivo dell'Illuminismo, reinventando i codici classici.
Disuso nel 1791 dopo l'abolizione della sovvenzione, la rotunda servì successivamente come caserma (1830–60), soffitta salata (1865-1921), e ospiterà la Old Paris Commission (1960–2004). Sparato dalle demolizioni Haussmannian, il fuoco della Comune (1871), e il lavoro della metropolitana (1900-1903), fu classificato come monumento storico nel 1907. Toccato da un raid aereo nel 1918, è oggi un luogo culturale e gastronomico.
Il luogo segnava anche la storia politica: era lì che Luigi XVI e la sua famiglia si fermarono quando fuggirono a Varennes nel 1791. Le due vicine barriere (della Villette e Pantin), meno monumentali, furono distrutte nel XIX secolo. La rotunda, restaurata nel 2009, mantiene il suo ruolo di punto di riferimento urbano nella battaglia di piazza Staliningrad, di fronte al bacino di Villette.
La sua architettura audace, combinando rigore geometrico e simbolismo (il cilindro che evoca uguaglianza, ragione quadrata), lo rende un capolavoro del neo-classicismo. Ledoux ha applicato i principi sviluppati alla salina reale di Arc-et-Senans, con volumi contrastanti e ornamenti puliti, ispirati al Palladio. Il tetto dell'imbuto e il cortile centrale circolare creano un gioco di luce unico.
Dal 2009, la rotonda ha ospitato un ristorante, una galleria d'arte contemporanea e spazi per eventi. Il piano terra, ritmizzato da 40 colonne doriche gemelle, accoglie i visitatori, mentre i piani superiori ospitano uffici. La terrazza panoramica di 1.500 m2 e le appendici, come il mini-club, evidenziano il suo adattamento agli usi moderni preservandone il patrimonio.
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Il futuro
Dal 2009, il monumento è stato occupato da un ristorante e una galleria d'arte contemporanea.
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