Creazione del "Saint-Eustache equestre" 1734 (≈ 1734)
Capolavoro del terracotta niverese esposto.
début du XIXe siècle
Costruzione dell'ex gendarmeria
Costruzione dell'ex gendarmeria début du XIXe siècle (≈ 1904)
Edificio che oggi ospita il museo.
troisième quart du XIXe siècle
Costituzione di raccolta di Auguste Grasset
Costituzione di raccolta di Auguste Grasset troisième quart du XIXe siècle (≈ 1962)
Periodo di raccolta principale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Auguste Grasset - Nivernais collezionista
Fondatore di collezioni museali.
Origine e storia
Il Museo Auguste-Grasset deriva il suo nome ed essenza dalle collezioni raccolte nel terzo trimestre del XIX secolo da Auguste Grasset, appassionato di Niverese. Questo gabinetto di curiosità, tipico dell'eclettismo ottocentesco, raccoglie oggetti diversi come una faenza niverese eccezionale (come l'Equestre St. Eustatius del 1734), egiziano, greco e romano, o armi e ornamenti delle isole del Pacifico del sud. I depositi di stato completano questo set, offrendo un panorama dalla preistoria alle civiltà extraeuropee, tra cui rari strumenti musicali e opere di pittori paesaggisti locali.
Situato in una ex gendarmeria dell'inizio del XIX secolo a Varzy (anche se l'indirizzo amministrativo a volte menziona Beuvron), il museo si distingue per il suo approccio enciclopedico, mescolando archeologia nazionale, arti decorative e collezioni militari. Tra i suoi principali beni vi sono un salone musicale interattivo, una ricca collezione di terracotta di Nevers e Varzy, e una serie di oggetti che riflettono i gusti eclettici del suo fondatore. La sua etichetta Musée de France sottolinea la sua importanza di patrimonio, nonostante la sua posizione geografica talvolta imprecisa (nota 5/10 in termini di affidabilità).
L'edificio stesso, situato a Place de la municipale o 19 Rue de la Severie a Varzy (département de la Nièvre, code Insee 58029), incarna l'eredità di un'epoca in cui la gendarmeria serviva anche come luoghi di conservazione culturale. Il museo offre così un viaggio attraverso secoli e continenti, pur ancorando saldamente la sua identità nel terroir Nivernais, come testimoniano le fate e i paesaggi locali dipinti da artisti regionali del XIX secolo.