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Castello di Montveran à Culoz dans l'Ain

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Maison forte
Ain

Castello di Montveran

    Montée du Château 
    01350 Culoz-Béon
Château de Montveran
Château de Montveran
Château de Montveran
Château de Montveran
Crédit photo : François GOGLINS - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1900
2000
14 mai 1316
Trattato di Pierre-Châtel
1er quart XIVe siècle (vers 1316)
Costruzione iniziale contestata
1433
Primo ingresso scritto
8 mai 1498
Autorizzazione dei forchi patibari
8 septembre 1584
Matrimonio di Philiberte de Luyrieux
20 septembre 1946
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Château de Montveran: iscrizione per ordine del 20 settembre 1946

Dati chiave

Pierre de Luyrieux - Signore di Culoz e Montveran Sospetto comandante del castello nel 1316.
Louis de Savoie - Signore di Bugey e Vaud Opporre la costruzione iniziale.
Guillaume de Luyrieux - Signore di Montveran (fine XV) Forche patibari ottenute nel 1498.
Philiberte de Luyrieux - Ultima erede Luyrieux-Montveran Trasferire il feudo per matrimonio nel 1584.
Symphorien d’Angeville - Nuovo Signore per Alleanza Il marito di Philiberte nel 1584.
Samuel Guichenon - Storico (XVI secolo) Autore di fonti archivistiche chiave.

Origine e storia

Il castello di Montveran è una vecchia casa fortificata costruita nel XV secolo (anche se le fonti evocano una possibile origine dal 1316 da Pierre de Luyrieux), poi restaurata nel XIX secolo. Si trova sulla città di Culoz, nell'Ain, alla fine della roccia di Montveran, con vista sulla vecchia grande strada da Belley a Seyssel. Il sito era strategicamente posizionato al bordo occidentale del villaggio, incorporando elementi difensivi come mâchicoulis, torri rotonde e una base di taluto. Un acquedotto e un serbatoio di pietra, resti dei mulini seigneuriali, rimangono ancora vicino al vialetto di accesso.

Il seigneury di Montveran, staccato da quello di Culoz all'inizio del XIV secolo, era un apanage dei cadetti della famiglia di Luyrieux. Pierre de Luyrieux, seigneur di Culoz e Montveran, eresse la casa forte nel 1316, scatenando un conflitto con Louis de Savoie, seigneur di Bugey, che sfidò questa costruzione senza il suo permesso. La controversia fu risolta da un trattato firmato il 14 maggio 1316 a Pierre-Châtel, autorizzando la continuazione dell'opera a condizione di vassalità nei confronti del duca di Savoia. Questo trattato riguardava figure locali come Jacques de Saint-André, priore di Belley, e Berlion de Rivoire, seigneur di Rochefort.

Nel XV secolo, la signoria di Montveran, con diritti di alta, media e bassa giustizia (compresa l'ultima tortura), fu rafforzata dall'erezione di forche patibari nel 1498, autorizzate dal Duca di Savoia per Guillaume de Luyrieux. La terra rimase nella linea del Luyrieux-Montveran fino a Philiberte, che lo passò dal matrimonio nel 1584 a Symphorien d'Angeville. Dopo diverse proprietà, tra cui quella di Antoine de Champier (battuta da Bugey), il feudo passò al d'Angeville fino a Giuseppe, che morì senza una volontà intorno al 1770. La sua proprietà fu poi divisa tra le famiglie Balme, Pailly e Fléchère, quest'ultima ancora posseduta nel XIX secolo.

La prima precisa menzione scritta del castello risale al 1433 con il nome di Castrum Montisverani, seguita da altre immagini storiche come Montverant (1493) o Le chasteau de Montveran (1650). L'edificio, parzialmente conservato, è costituito da una casa rettangolare fiancheggiata da torri tonde e peperoni, con una torretta adiacente. Fu classificato come monumento storico il 20 settembre 1946, riconoscendo il suo valore di patrimonio legato all'architettura militare medievale e alla storia seigneuriale di Bugey.

Le fonti archivistiche e genealogiche, come le opere di Samuel Guichenon (The History of Bresse and Bugey, 1650), attestano l'importanza strategica e giuridica di Montveran. Il castello incarnava il potere seigneuriale locale, con ampi diritti (giustizia, mulini, forche), pur essendo un problema nelle rivalità tra le famiglie nobili della regione e la casa di Savoia. Il suo acquedotto e l'infrastruttura idraulica illustrano anche il suo ruolo economico nello sfruttamento delle risorse circostanti.

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