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Castello di Conros à Arpajon-sur-Cère dans le Cantal

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château Médiéval et Renaissance
Cantal

Castello di Conros

    Château de Conros
    15130 Arpajon-sur-Cère
Proprietà privata
Château de Conros
Château de Conros
Château de Conros
Château de Conros
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
vers 1130
Fondazione iniziale
1230
Menzione come *super novo edificio*
1343
Acquisizione di pedaggi dalla Cère
2e moitié XVe siècle
Grandi ristrutturazioni
XVIIe siècle
Cambiamenti rinascimentali
30 septembre 1991
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Château de Conros, tra cui la scalinata e il camino monumentale al primo piano (Box BA 133): iscrizione per ordine del 30 settembre 1991

Dati chiave

Astorg d’Aurillac - Signore fondatore (XII secolo) Costruttore del castello, viguier di Aurillac e alleato di Carlat.
Renaud V de Pons - Visconte di Carlat (XIV secolo) Ceda i pedaggi della Cère in Astorg d'Aurillac nel 1343.
Alix d’Aurillac - Heir (XV secolo) Moglie Louis du Breuil, trasmette Conros alla Courcelle.
Pierre-François de Saint-Martial - Marchese de Conros (18° secolo) Deputato negli Stati Generali del 1789, ultimo maschio del suo lignaggio.
Robert d’Humières - Proprietario e traduttore (XIX-XX secolo) Nipote ereditario, venduto il castello nel 1920 (data errore nel testo sorgente: vendita in **20**).
Camille Carracioli - Principessa di Branzac (XVI secolo) Comandava i dipinti del camino del XV secolo.

Origine e storia

Il castello di Conros, situato ad Arpajon-sur-Cère nel Cantal, trova le sue origini intorno al 1130 sotto l'impulso di Astorg d'Aurillac, signore locale legato all'abbazia di Aurillac. Costruito su uno sperone roccioso che domina la Cère, controllava un ponte medievale e raccoglieva un pedaggio, mentre serviva come sede per la Cère viguria, un distretto amministrativo ecclesiastico. Il sito, originariamente chiamato Montal, era un feudo dei Visconti di Carlat prima di passare sotto la dominazione dell'Astorg d'Aurillac, che lo rese un bastione strategico tra Aurillac e Figeac.

Nel XV secolo, la castagna di Conros si diffuse su un vasto territorio che comprendeva villaggi, afbars (ponte rurali) e abeti come Carbonat o Messac. La famiglia di Aurillac (o Montal), proprietario del castello, ha reso omaggio ai Visconti di Carlat per questa tenuta, pur mantenendo i legami con l'abbazia. Nel 1343 Renaud V de Pons trasmise i pedaggi del Cère ad Astorg d'Aurillac, consolidando il suo potere economico. Il castello, ristrutturato nel XVI e XVII secolo, incorpora elementi difensivi del XIII secolo (vive, piano terra) e strutture rinascimentali, come un camino Branzac dipinto o una scala in legno.

Le famiglie nobili furono succedute a Conros: l'Ausrillac fino al XV secolo, poi il Saint-Martial (XVIII secolo), tra cui Pierre-François de Saint-Martial, vice degli Stati Generali del 1789. Nel XIX secolo, il castello passò ai d'Humières, tra cui Robert d'Humières (1868-1915), un famoso traduttore. Venduta nel 2020 ad una società lussemburghese, la proprietà conserva la sua monumentale scalinata, colombe e parco inglese. Adeguato ai Monumenti Storici dal 1991, Conros illustra l'evoluzione di una fortezza medievale in una residenza signorile, segnata da alleanze strategiche e dai cambiamenti architettonici.

L'edificio attuale combina una torre nord medievale, un corpo di casa rettangolare e un'ala con una cupola con un tetto imperiale. Gli interni rivelano una tipica organizzazione di castelli: aula (sala di accoglienza), cappella e spazi privati. Il camino del XV secolo, decorato con dipinti italiani commissionati da Camille Carracioli, moglie del signore di Branzac, testimonia gli scambi artistici del periodo. Le 70 finestre, alcune con carpenteria del XVIII secolo, e la copertura lauze (1.200 m2) evidenziano il prestigio del sito.

Il castello di Conros incarna anche un complesso potere feudale: i signori hanno accumulato diritti di giustizia, pedaggi e tributi multipli (a Carlat o l'abbazia di Aurillac). La toponymy Conros (o Conrotz nelle carte) evoca un bivio stradale (cum-rupta), rafforzandone il ruolo di controllo territoriale. Oggi, il sito, anche se privato, rimane un simbolo del patrimonio cantalico, tra memoria medievale e patrimonio aristocratico.

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