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Castello di Morteuil en Côte-d'or

Côte-dor

Castello di Morteuil

    2 Chemang Neuf Street
    21190 Merceuil

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1481
Prima menzione del seigneury
1618
Transazione Seigneuriale
1766
Proprietà di Henri de Riollet
1794
Rimozione dei simboli feudali
1924-1925
Occupazione di Jacques Copeau
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

François de Ferrière - Lord Donor Prima citata nel 1481 per Morteuil.
Henri de Riollet - Lord Resident Proprietario nel 1766 nel XVIII secolo.
François Guillemot - Esperto rivoluzionario Autore della stima del 1794.
Jacques Copeau - Uomo di teatro Il castello fu occupato nel 1924-1925.

Origine e storia

Il Castello di Morteuil, situato a Merceuil in Borgogna-Franche-Comté, è menzionato per la prima volta nel 1481 in un atto di donazione di François de Ferriere a suo fratello Jehan, tra cui il seigneury di Morteuil tra le altre terre. Questo documento attesta la sua esistenza medievale, anche se l'attuale edificio è per lo più segnato da successive ricostruzioni.

Nel XVII secolo, il castello fu citato in una transazione del 1618 tra Jean-Baptiste Barnadin e Gilbert de la Rozière, seigneur di Roudon, compresi i diritti signeuriali su Morteuil. Fu poi completamente rimodellato nel XVIII secolo, quando appartenne a Henri de Riollet, che visse nel 1766. Le trasformazioni di questo periodo cancellano parzialmente il suo carattere difensivo, come testimonia la soppressione degli assassini e del ponte levatoio dopo la Rivoluzione.

Nel 1794 François Guillemot descrisse il castello in una stima rivoluzionaria progettata per rimuovere i simboli feudali. Anche se non aveva torri e slot, mantenne tracce del suo passato militare, come le fiamme dei pendoli del ponte levatoio, che era ormai scomparso. Il fosso occidentale, originariamente interpretato come una difesa, è quindi giustificato come un semplice sistema di sanificazione per le cantine.

Nel XX secolo, il castello, parzialmente abbandonato e circondato da paludi, fu affittato nel 1924 da Jacques Copeau. Il critico teatrale creò la sua troupe e scrisse Le Veuf, usando la sala principale come palcoscenico. La sua occupazione, breve (fino alla fine del 1925), segna un periodo artistico prima che il luogo riconquista la sua calma rurale.

Architettonicamente, il castello si presenta come un moderno edificio rettangolare, incorniciato da due torri quadrate e da un cortile interno. La facciata nord, forata da una porta di cochère e da un cannone, richiama il suo patrimonio difensivo, mentre le ali sud, estese da torri, sottolineano la sua evoluzione verso una residenza signorile. Ora non è visibile alcun gap, confermando trasformazioni post-rivoluzionarie.

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