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Notre-Dame-des-Vertus Cappella di La Flèche dans la Sarthe

Patrimoine classé
Art préroman
Chapelle romane
Vestiges mérovingiens
Sarthe

Notre-Dame-des-Vertus Cappella di La Flèche

    1 Allée des Vertus
    72200 La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Chapelle Notre-Dame-des-Vertus de La Flèche
Crédit photo : Touzé Eric - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
400
1000
1100
1200
1300
1600
1700
1800
1900
2000
Fin de l'Antiquité (période gallo-romaine)
Fondazione del primo santuario
1087
Donazione a Saint-Aubin d'Angers Abbey
XIe-XIIe siècles
Ricostruzione dell'edificio
1644-1674
Restauro dei Gesuiti
1791
Vendita come un bene nazionale
18 janvier 1934
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle Notre-Dame-des-Vertus: iscrizione per decreto del 18 gennaio 1934

Dati chiave

Jean de Beaugency - Primo Signore di La Flèche Donatore della Chiesa nel 1087
Louis XIII - Re di Francia Catering Financer (1644-1674)
Stanislas Tournesac - Architetto gesuita Piombo restauro del XIX secolo
Antoine Lusson - Master Glassman Autore di vetro colorato (1848)
Abbé Gourmenault-Desplantes - Curé de La Flèche Iniziatore di retrocessione (XIX secolo)

Origine e storia

La cappella Notre-Dame-des-Vertus, situata a La Flèche nel Sarthe, trova le sue origini in epoca gallo-romana, ad un incrocio di strade romane tra Le Mans e Angers e Tours a Laval. Questo primo santuario, dedicato a San Ouen, divenne la prima parrocchia della città prima di essere ricostruita nel XI e XII secolo sotto l'impulso di Jean de Beaugency, seigneur di La Flèche. Il portale romanico, ancora oggi visibile, risale a questo periodo.

Nel XIV secolo, l'edificio cambiò il suo nome alla chiesa di San Bartolomeo, dipendente dal priorato di San Tommaso. Caduta in rovina nel XVII secolo, fu restaurata tra il 1644 e il 1674 dai gesuiti del Royal College di La Flèche, con il sostegno finanziario di Luigi XIII. Queste opere trasformano la cappella in un luogo di pellegrinaggio dedicato a Notre-Dame-des-Vertus, ispirato al santuario di Aubervilliers venerato dal re. I gesuiti crearono una ricca collezione di statue, dipinti e mobili didattici nel contesto della Controriforma.

Durante la Rivoluzione francese, la cappella fu venduta come proprietà nazionale nel 1791, poi acquistata nel 1794 dalla signora Coquiny-Desprez, che la rimise in adorazione. Nel XIX secolo, Abbé Gourmenault-Desplantes lo riportò alla parrocchia di Saint-Thomas, innescando una nuova campagna di restauro guidata dall'architetto gesuita Stanislas Tournesac. Le vetrate, distrutte nel 1944 durante i bombardamenti alleati, furono restaurate dopo la Liberazione. Nel 1934, la cappella era elencata come monumenti storici, conservando il suo patrimonio architettonico e d'arredo, tra cui legno classificato nel 1906.

L'edificio, di design semplice con una navata unica e un coro pianeggiante, conserva elementi romanici (Portail du XIIe siècle), aggiunte seicentesche (cappelle laterali, sacrestia) e un ricco arredamento d'interni. La volta vetrata, decorata con litania mariana e motivi vegetali, così come le vetrate di Antoine Lusson (1848) illustrano il suo patrimonio artistico. La cappella ospita anche statue in cotto del XVII e XVIII secolo, tra cui una Vergine con Bambino trasferita nel 1762 dopo l'espulsione dei Gesuiti.

Oggi, la cappella Notre-Dame-des-Vertus rimane un luogo di culto e visita, aperto tutti i giorni. La sua storia riflette l'evoluzione religiosa e architettonica di La Flèche, dalle origini gallo-romane ai moderni restauri, tra cui l'influenza decisiva dei gesuiti e degli sponsor locali come Luigi XIII.

Collegamenti esterni