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Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé en Saône-et-Loire

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle romane
Clocher-mur
Saône-et-Loire

Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé

    Bois Tenin
    71960 Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Chapelle Saint-Criat de Verchizeuil de Verzé
Crédit photo : Clément Bucco-Lechat - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1700
1800
1900
2000
XIe ou XIIe siècle
Costruzione iniziale
1721
Visita episcopale
6 septembre 1927
Registrazione MH
Années 1990
Impianti di raccolta
2012
Esplosione di emergenza
24 janvier 2020
Acquisto da parte del comune
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cappella di Verchizeuil: iscrizione per ordine del 6 settembre 1927

Dati chiave

Moines de l'abbaye de Cluny - Costruttori iniziali Fondatori della cappella all'undicesimo o dodicesimo.
Monseigneur Cassagnet de Tilladet - Vescovo di Mâcon La sua condizione fu trovata nel 1721.
Émile Violet - Storico locale Narrata la tradizione del pellegrinaggio.

Origine e storia

La cappella Saint-Criat de Verchizeuil, situata nella frazione di Verzé in Saône-et-Loire, è un edificio romanico del XII secolo, anche se alcune fonti evocano un'origine dell'XI secolo. Fu costruita dai monaci dell'Abbazia di Cluny su un sito celtico dove venivano praticati rituali pagani, soprattutto intorno a una "primavera miracolosa". Originariamente dedicata a St.Martin, fu poi posta sotto il nome di San Cristo, poi St.Criat, un'evoluzione legata alle tradizioni popolari locali.

La cappella ha subito molti cambiamenti nel corso dei secoli, tra cui un "ritorno" del suo orientamento, passando da est a ovest. Nel 1721, il vescovo Cassagnet di Tilladet, vescovo di Mâcon, osservò il suo stato di degrado durante una visita pastorale. Descrisse un edificio isolato, lungo circa 14 metri, largo 8 metri, con un santuario a forma di conchiglia. Nonostante la sua iscrizione nei monumenti storici nel 1927, la cappella continuò a deteriorarsi, richiedendo interventi one-off.

Nel XX secolo sono stati intrapresi interventi di restauro, in particolare attraverso progetti di costruzione volontari negli anni '90, sostenuti da finanziatori pubblici come il DRAC de Bourgogne. Tuttavia, i lavori sono stati interrotti nel 2001, e nel 2012, un'associazione locale ha dovuto arrestare l'edificio per preservarlo. Nel 2020 la cappella è stata acquistata dal comune di Verzé per 12.000 euro. La sua storia è segnata anche da un antico pellegrinaggio in cui le madri venivano a raccogliere la polvere d'altare per trattare i loro figli malati, una pratica che contribuiva all'evoluzione del suo termine.

La tradizione orale, riportata da Émile Violet, descrive un rituale silenzioso dove i genitori dovevano andare digiunando alla cappella, graffiare la pietra dall'altare per recuperare una polvere bianca, poi mescolarla con il latte del bambino piangente. Questo rituale, insieme alla novena e un'offerta al proprietario contadino del luogo, illustra l'importanza simbolica di questo luogo nelle credenze popolari locali. La cappella, ora protetta, rimane una testimonianza di arte romanica e pratiche religiose medievali in Borgogna.

Collegamenti esterni