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Cappella Saint-Sixte d'Aubignan dans le Vaucluse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle romane
Vaucluse

Cappella Saint-Sixte d'Aubignan

    Domaine de Saint-Sauveur 
    84810 Aubignan
Chapelle Saint-Sixte dAubignan
Chapelle Saint-Sixte dAubignan
Chapelle Saint-Sixte dAubignan
Chapelle Saint-Sixte dAubignan
Chapelle Saint-Sixte dAubignan
Crédit photo : Marianne Casamance - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1700
1800
1900
2000
1096–1099
Fresca asfisica
XIIe siècle
Costruzione iniziale
1775
Dipendenza Ecclesiastica
1809
Riacquisto post-rivoluzione
1863
Torna al culto
28 décembre 1984
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle Saint-Sixte (Box B 151): iscrizione per ordine del 28 dicembre 1984

Dati chiave

Famille de Seguins-Vassieux - Proprietario post-rivoluzione Riacquisto nel 1809, ritorno al culto.
Famille Rey - Proprietario dal 1936 Restauro e conversione in volta.
Charles Rostaing - Linguismo Traduzione parziale dell'iscrizione lapidaria.

Origine e storia

La Cappella Saint-Sixte è una cappella romanica desolata situata ad Aubignan, Vaucluse. Originariamente, si diceva che fosse stata una chiesa parrocchiale, poi come luogo di vita monastica, come testimoniato da una piccola porta laterale che porta ad un chiostro ormai estinto, ma le cui tracce rimangono sulla facciata.

Nel 1775 dipendeva dal capitolo Saint-Agricol di Avignone. Venduto come un bene nazionale durante la Rivoluzione, fu acquistato nel 1809 dalla famiglia di Seguins-Vassieux, che lo restaurarono per adorare nel 1863. Dal 1936, appartiene alla famiglia Rey, che l'ha restaurata e trasformata in cantina di degustazione. È stato elencato come monumento storico nel 1984.

La sua architettura, caratterizzata da un elevato transetto e da una tipica volta della prima arte romanica provenzale (XI-XII secoli), comprende un'iscrizione lapidaria enigmatica all'ingresso. La finestra apsidiale, non ostruita durante i restauri, rivela un affresco con temi orientali (monster, chimere, cavalieri), datato dal ritorno della prima crociata (1096-1099) e legato all'influenza di Cluny. Questo affresco è protetto dall'inventario supplementare dei monumenti storici.

La cappella illustra così gli scambi culturali post-croci e l'evoluzione degli usi religiosi in Provenza, passando da un luogo di culto a un vino conservato e patrimonio storico.

Il futuro

Appartenendo dal 1936 alla famiglia Rey che lo ha accuratamente restaurato, è diventata una cantina degustazione di vini.

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