Costruzione del castello 1897-1899 (≈ 1898)
A cura di René Moreau, in stile Luigi XIII.
22 avril 2003
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 22 avril 2003 (≈ 2003)
Protezione del castello e degli annessi.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il castello (façades, strutture di sostegno e coperta), il vestibolo e la grande scalinata, la sala da pranzo, il grande soggiorno, il piccolo soggiorno; le facciate e i tetti dei comuni, compreso il motore Gardner utilizzato per la produzione di elettricità; le facciate e i tetti dell'arancione; facciate e tetti del padiglione di ingresso; il colombecoto (cfr B 369): registrazione per ordine del 22 aprile 2003
Dati chiave
René Moreau - Architetto
Produttore del castello (1897-1899).
Comtesse d'Aubigny d'Esmyards - Proprietario del XX secolo
Ultimo proprietario menzionato.
Origine e storia
Il castello di Esmyards, situato nel comune di Navour-sur-Grosne (Saône-et-Loire), fu costruito tra il 1897 e il 1899 dall'architetto René Moreau, nel sito di un antico castello distrutto. L'edificio adotta uno stile ispirato a Luigi XIII, combinando mattoni e pietre, con un corpo centrale affiancato da due padiglioni laterali. I suoi interni, compresi i saloni, hanno un arredamento neo-Louis XV, mentre la tenuta comprende un parco paesaggistico, un'arancione, comuni, e una colomba. Questo castello rappresenta l'architettura eclettica della fine del XIX secolo, combinando riferimenti storici e innovazioni tecniche, come motore Gardner per la produzione di elettricità, ancora presente negli annessi.
Il castello di Esmyards è stato inciso sotto il titolo di monumenti storici per ordine del 22 aprile 2003, una protezione che copre non solo l'edificio principale (façades, tetti, vestibolo, grande scala, salotti), ma anche i suoi annessi: comune, arancio, padiglione d'ingresso e colomba. Alla fine del XX secolo, la proprietà apparteneva alla contessa di Aubigny d'Esmyards, l'ultimo proprietario menzionato. La sua architettura e la sua storia riflettono il gusto dell'aristocrazia della Borgogna per le residenze rurali che combinano il comfort moderno e l'estetica tradizionale, in una regione poi segnata da un'economia ancora in gran parte agricola e vitivinicola.
Il parco e i relativi edifici, come arancio o comuni, illustrano l'importanza attribuita al momento alla ricezione e spazi per il tempo libero in proprietà borghesi e nobili. La scelta dello stile Luigi XIII, popolare sotto il Secondo Impero e la Terza Repubblica, riflette il desiderio di legittimità storica, mentre gli sviluppi tecnici (elettricità) rivelano un adattamento al progresso industriale. La posizione di Brandon, ora integrata a Navour-sur-Grosne, pone questo castello in un territorio rurale, dove queste residenze hanno spesso svolto un ruolo sociale ed economico locale, anche se le fonti non specificano il suo impatto esatto sulla comunità.
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