Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Michel Guyot - Iniziatore del progetto
Proprietario di Saint-Fargeau, portatore dell'idea.
Maryline Martin - Direttore generale
Gestione del sito dal 1997.
Jacques Moulin - Architetto capo
Designer dei piani del castello.
Florian Renucci - Proprietario
Direttore della costruzione, ex sarto di pietra.
Guilbert Courtenay - Signore fittizio
Figura storica immaginata per il progetto.
Nicolas Faucherre - Castello
Membro del comitato scientifico.
Origine e storia
Guédelon è un progetto sperimentale unico in Europa, lanciato nel 1997 a Treigny (Yonne) sotto la guida di Michel Guyot, proprietario dello Château de Saint-Fargeau. L'obiettivo è quello di ricostruire un castello del XIII secolo utilizzando esclusivamente tecniche, strumenti e materiali medievali, senza ricorrere a processi moderni. Il sito, una ex cava di arenaria ferroruginosa circondata dalla foresta, offre le risorse naturali necessarie (pietra, legno, argilla, acqua), riducendo i costi di trasporto come nel Medioevo. Il progetto, convalidato da un comitato scientifico, mira ad approfondire la conoscenza in castellologia e archeologia sperimentale.
I piani del castello, di tipo filippino (fine XII-inizio XIV secolo), sono stati progettati dall'architetto Jacques Moulin. Il castello è costituito da sei torri circolari collegate da cortigiani, una casa signorile, una cappella e una dungeon di 28,5 m. La prima pietra è stata posata il 20 giugno 1997, con una durata prevista di 25 anni. Il sito, aperto al pubblico dal 1998, è diventato un importante sito turistico (300.000 visitatori nel 2015), mentre serve come laboratorio per studiare l'organizzazione di cantieri medievali, mestieri, fabbri, furgoni) e le sfide logistiche dell'epoca.
Il progetto si basa su una narrativa storica: il castello è presentato come proprietà di Guilbert Courtenay, un piccolo signore di Puisaye nato nel 1199, vassallo di Jean de Toucy. Questa narrazione immaginaria, sviluppata con i medievali, giustifica l'assenza di un ponte levatoio o di un fossato (riservato per grandi castelli) e la presenza di elementi come un mulino o una cappella idraulica. Il sito, che è autofinanziato (da 3 a 4,5 milioni di euro nel fatturato annuo), impiega circa 100 persone e 650 volontari, combinando la ricerca scientifica, la pedagogia e lo sviluppo di vecchie occupazioni.
I benefici del Guedelon sono molteplici: scientifico (validazione delle teorie sulle tecniche di costruzione), turistico (2 ° sito di Borgogna dopo gli Ospiti di Beaune), ed economico (creazione di posti di lavoro locali). Il progetto ha anche ispirato documentari (BBC, Arte) e simposi internazionali. Nel 2022, ha accolto 265.000 visitatori, tra cui un terzo dei bambini della scuola. L'approccio sperimentale permette di testare ipotesi, come la fabbricazione di mortaio di calce o l'uso di gabbie scoiattoli per sollevare carichi, aumentando la consapevolezza della storia vivente.
In evidenza la costruzione di un ponte in rovere (57 tronchi, 670 chiodi forgiati a mano nel 2002), la costruzione di un mulino idraulico nel 2014 (ispirato dagli scavi archeologici), e la pittura di affreschi nella casa (ocraminerali, motivi laici ispirati alle illuminazioni). Il progetto, che è ancora in corso, pone in discussione i limiti tra ricostruzione e innovazione, tra autenticità storica e adattamento contemporaneo, offrendo al contempo un modello di autofinanziamento per progetti di patrimonio.