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Castello di Juigné en Maine-et-Loire

Maine-et-Loire

Castello di Juigné


    49460 Montreuil-Juigné

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Prima menzione di una motte seigneuriale
XVe siècle
Costruzione della casa seigneuriale
1778
Matrimonio della figlia di Louis-François-Aimé de Varice
9 janvier 1787
Acquisizione di Pierre Lézin Boreau de La Besnardière
XIXe siècle
Riabilitazione del parco di André Leroy
1982
Acquisizione dal comune di Montreuil-Juigné
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Foulques Ier de Quatrebarbes - Signore della Guillonière e croce Proprietario medievale, quinta crociata con Philippe Auguste.
André Leroy - Epinierista e paesaggista Angelvin Designer del parco romantico nel XIX secolo.
Félix Raymond Duplat de Monticourt - Baron de Monticourt e Consigliere generale Proprietario nel XIX secolo, morì al castello nel 1905.
Louis-François-Aimé de Varice - Signore di Juigné nel XVIII secolo Organizzato un matrimonio aristocratico al castello nel 1778.
Isabelle de Croÿ - Membro della famiglia principesca di Croÿ Matrimonio al castello nel XX secolo.
Pierre Lézin Boreau de La Besnardière - Barone e compratore del castello Acquisire la proprietà nel 1787 prima della rivoluzione.

Origine e storia

Il castello di Juigné, situato a Montreuil-Juigné nel Maine-et-Loire, è un esempio emblematico dell'architettura tardo gotica. Costruito nel XV secolo, si distingue per il suo corpo principale di scisto, baie a tufted, e una torre pentagonale centrale con un tetto conico. Elementi difensivi, come le torrette corbelled, anche se decorativi, richiamano la sua origine medievale. Le facciate, animate da caviglie dentate e camini in mattoni aggiunti nel XVII e XIX secolo, illustrano i successivi sviluppi architettonici.

La tenuta fu menzionata nel XIII secolo come una motte seigneuriale, prima che una casa fu costruita nel XV secolo dalla famiglia di Quatrebarbes. Nel corso dei secoli, passa nelle mani di diverse linee aristocratiche: l'Ausbus (XVI secolo), la Varice (XVII-XVIII secolo), poi il Boreau de La Besnardière e il Duplat de Monticourt (XVIII-XIX secolo). Queste famiglie, spesso legate da alleanze matrimoniali, segnano la storia del castello, soprattutto con figure come Félix Raymond Duplat de Monticourt, consigliere generale del XIX secolo.

Nel XIX secolo, il parco fu rinnovato dall'agricoltore di semi André Leroy, che introdusse piantagioni ornamentali e navate in stile romantico. Il castello, acquistato dal comune nel 1982, divenne un centro ricreativo comunale. Il suo parco, ricco di alberi secolari e di specie esotiche come le sequoie, è oggi uno spazio dedicato alla biodiversità e alle passeggiate, preservando al contempo le tracce degli sviluppi storici del paesaggio.

Le origini medievali del castello sono attestate da elementi come le porterie blindate e gli splinter. Les Varice, signori di Juigné nel XVII e XVIII secolo, vi risiedette e lasciò il loro marchio, in particolare con Louis-François-Aimé de Varice, che sposò sua figlia al castello nel 1778. La trasmissione della tenuta per eredità e alleanze (soprattutto con le famiglie di Chaponay e Croÿ nel XX secolo) riflette la sua importanza sociale e patrimonio.

Il castello illustra la transizione tra una funzione difensiva e residenziale, con successivi cambiamenti che conservano il suo carattere pittoresco. I materiali locali (schiste, tuffeau) e le successive aggiunte (strade a ponte) creano un contrasto architettonico tipico di Anjou. La sala d'acqua e le prospettive del parco, progettata da Leroy, rafforzano il suo fascino paesaggistico, mentre gli archivi comunali e le vecchie cartoline testimoniano il suo ancoraggio nella storia locale.

Dal 1982, il castello di Juigné, una proprietà comunitaria, incarna un luogo di memoria e svago per gli abitanti di Montreuil-Juigné. Il suo parco, riuscito a promuovere la biodiversità, ospita alberi notevoli come un pino parasole reale e un antico secchio. I matrimoni aristocratici celebrati nel XX secolo, come quello di Isabelle di Croÿ, ricordano il suo passato prestigio, mentre il suo uso attuale lo rende uno spazio vitale, mescolando il patrimonio e la modernità.

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