Prima confessione feudale 1322 (≈ 1322)
Étienne Boutefeu rende omaggio a Lespine.
1444
Aveu de Pierre de Saint-Aubin
Aveu de Pierre de Saint-Aubin 1444 (≈ 1444)
Descrizione dettagliata della tenuta fortificata.
XVe siècle (2e moitié)
Costruzione di torri d'angolo
Costruzione di torri d'angolo XVe siècle (2e moitié) (≈ 1550)
Trasformazione in castello difensivo.
1717
Crimine al castello
Crimine al castello 1717 (≈ 1717)
Uccidere un contadino nel cortile.
5 mars 1992
Monumento storico
Monumento storico 5 mars 1992 (≈ 1992)
Registrazione del dominio e dei fossati.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il campo di Epine, compreso il fossato (cfr. la casella A 10, 11): registrazione per ordine del 5 marzo 1992
Dati chiave
Étienne Boutefeu - Signore delle Lespine (XIVe s.)
Prima confessione feudale conosciuta nel 1322.
Marguerite Boutefeu - Signora di Lespina (dal XV secolo)
Moglie di William di Roux, re delle armi.
Pierre de Saint-Aubin - Signore di Epine (XV secolo)
Vista dettagliata della tenuta nel 1444.
Gilbert-Charles Legendre - Marchese de Saint-Aubin (XVIII secolo)
Rovinato dal sistema di legge.
Origine e storia
Lo Château de l'Épine, situato a Agonges nell'Allier, è una proprietà fortificata del XV secolo, rappresentante delle fattorie borboniche fortificate. Inizialmente una semplice mottetta castrale nel XIII secolo, fu rinforzata da torri e fossati del XV secolo, in risposta all'instabilità della guerra dei cent'anni. Il suo piano quadrato, circondato da fossati ancora in acqua, comprende una casa, comuni (arancio, stalle), e una cappella nella torre sud-ovest. Il complesso, classificato come monumento storico nel 1992, illustra l'evoluzione delle fortezze rurali in castelli difensivi.
Le prime confessioni feudali risalgono al 1322, quando Étienne Boutefeu, seigneur di Lespine, rendeva omaggio alla tenuta. Il seigneury passò poi nelle mani del Boutefeu, poi con alleanza al Saint-Aubin nel XV secolo, che esercitava la completa giustizia signeuriale (alto, medio, basso). Nel 1444 Pierre de Saint-Aubin descrisse un "ostelo, fortezza e impazzito" con colombe, mulini e diritti d'uso nella foresta di Bagnolet. Il castello, con un ponte levatoio e assassini, simboleggia il potere feudale locale, combinando funzioni residenziali, agricole e giudiziarie.
Nel XVII secolo, la famiglia di Saint-Aubin mantenne l'Epine fino alla sua vendita forzata nel 1749-1751, a seguito del fallimento del Marchese Gilbert-Charles Legendre, rovinato dal sistema di legge. La proprietà, rafforzata nel 1685, divenne una fattoria: nel 1717 vi fu commesso un crimine (morte di un contadino), e nel 1775 fu gestita da Pierre Daumin. L'architettura, conservata, rivela difensiva (torte, fossati) ed economica (mouline, fienili), tipica dei Borbone seigneuries.
La più antica torre sud-ovest ospita una cappella a volta al piano terra e una colomba al piano superiore, accessibile da una scala a chiocciola. La sua struttura a due livelli, tra cui una breve ruota ray, è notevole. Le pareti, forate da bulloni (i nidi di piccione sotterraneo), attestano il suo uso misto: culto, stoccaggio e simbolo di prestigio signeuriale. I comuni, ancora intatti, conservano le loro strutture e gli arrangiamenti originali, offrendo una rara testimonianza della vita rurale medievale.
Ranked a Historic Monument nel 1992, lo Château de l'Epine incarna la transizione tra una casa forte e un castello residenziale. La sua storia, segnata da alleanze matrimoniali (Boutefeu, Saint-Aubin, Legendre) e crisi economiche (bankroute del 1720), riflette i cambiamenti della nobiltà Bourbon. Oggi, il suo piano quadrato, i fossati e gli edifici agricoli lo rendono un esempio unico di una tenuta fortificata conservata, che illustra sia l'architettura difensiva che la vita signeuriale del XV-15esimo secolo.
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