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Castello della Barollière à Limonest dans le Rhône

Rhône

Castello della Barollière

    814B Route du Mont Verdun
    69760 Limonest
Château de la Barollière
Château de la Barollière
Château de la Barollière
Crédit photo : NAUSICAA779 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1374
Primo ingresso scritto
1588
Variazione della proprietà
1750
Acquisizione di Giovanni II Maritz
1793
Sede centrale e vendita di Lione
1810
Comprare da Romain Baboin
1926
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Château de la Barolleire: iscrizione per ordine del 7 giugno 1926

Dati chiave

Jean de Villiers - Primo proprietario certificato Compratore nel 1374.
Vincent Richard - Mons. Lione Proprietario nel 1588, armi visibili.
Jean II Maritz - Commissario per l'artiglieria Modernizzare il castello intorno al 1760.
Romain Baboin - Banker e Barone Proprietario nel 1810, unto nel 1814.
Châteauneuf-Randon - Convenzione Reside durante l'assedio di Lione.
Pierre Augereau - Maresciallo di Francia Era lì nel 1814.

Origine e storia

Lo Château de la Barollière, situato sulle pendici di Mont Verdun a Limonest, fu menzionato per la prima volta nel 1374 quando fu venduto da Françoise de Meiresieu, vedova di Mathieu de Mure, a Jean de Villiers. Questo documento attesta la sua esistenza nel XIV secolo, un periodo segnato in Europa dalla guerra dei cent'anni e dal grande Pest. Anche se la sua data esatta di costruzione rimane sconosciuta, il suo ruolo difensivo è suggerito dalla sua posizione strategica su una terrazza che si affaccia sulla regione.

Nel XVI secolo, il castello cambiò più volte le mani: nel 1588, Jeanne de Villiers, vedova di Antoine Faure, lo diede a Vincent Richard, Lione borghese e futuro vescovo. Le sue armi, ancora visibili sul camino della cucina, testimoniano la sua influenza. Nel 1665 Pierre Langenu, tesoriere provinciale delle guerre, ne divenne proprietario grazie alla dote di sua moglie, Jeanne Michon. Queste transazioni riflettono l'ascesa sociale delle famiglie borghesi di Lione, spesso legate al commercio o all'amministrazione reale.

Il XVIII secolo segna un punto di svolta con l'acquisizione del castello nel 1750 da parte di Giovanni II Maritz, commissario di font di artiglieria e figlio dell'inventore della perforazione del cannone. Ha intrapreso importanti ammodernamento: creazione di salotti a pannelli aperti su una terrazza che offre viste mozzafiato, trasformazione di finestre, e l'aggiunta di balconi in ferro battuto timbrato "JM". Le decorazioni interne (trompe-l-oeil, gypseries, legno) risalgono a questo periodo, come testimoniano le lastre di camino che portano le sue armi e la data del 1769. Questi sviluppi illustrano l'evoluzione dei castelli in residenze ricreative, adattate agli stili di vita aristocratici.

La Rivoluzione francese cambiò la sua storia: nel 1793, dopo l'assedio di Lione, la vedova di Giovanni II Maritz, Judith Déonna, fuggì in Svizzera e vendette il castello a mercanti di merci. Il Châteauneuf-Randon convenzionale vi risiede temporaneamente per supervisionare l'assedio. Questi eventi riflettono le tensioni politiche del tempo e il destino delle famiglie nobili o borghesi legate al vecchio regime. Nel 1810 Romain Baboin, un banchiere di Lione esiliato sotto la Rivoluzione, acquistò la Barollière e fu unto da Luigi XVIII nel 1814 per i suoi servizi durante l'emigrazione. La sua famiglia, coinvolta in seta e bancaria, ha mantenuto il castello fino ad oggi.

Il castello, che fu citato come monumenti storici nel 1926, accolse anche figure militari nei conflitti successivi: il maresciallo Augereau nel 1814 durante la campagna francese, e il duca Ferdinand-Philippe d'Orléans nel 1831 durante la rivolta della canut. Questi episodi evidenziano il suo ruolo strategico, nonostante la sua trasformazione in una residenza seigneuriale e poi una casa di famiglia. Dal 2016, un progetto di restauro, sostenuto dal DRAC e dalla Regione, mira a preservare i saloni del XVIII secolo e gli elementi difensivi medievali, come le quattro torri quadrate e la torre dell'orologio.

Architettonicamente, il castello combina una casa rettangolare affiancata da torri medievali e aggiunte classiche, come i portici del cortile interno o la porta con boss decorati con mutui di leone. La sua posizione offre una vista panoramica dei Monts du Lyonnais, richiamando il suo duplice uso storico: fortezza di sorveglianza e simbolo di potere per i suoi proprietari successivi, dai signori medievali agli industriali di Lione.

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