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Château de la Bâtie a Montceaux dans l'Ain

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château Médiéval et Renaissance
Ain

Château de la Bâtie a Montceaux

    La Bâtie
    01090 Montceaux
Château de la Bâtie à Montceaux
Château de la Bâtie à Montceaux
Château de la Bâtie à Montceaux
Château de la Bâtie à Montceaux
Château de la Bâtie à Montceaux
Crédit photo : Jackydarne - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Costruzione iniziale
1540
Passaggio al Champier
XVe siècle
Trasferimento dalla cappella
XVIe siècle
Ristrutturazioni e vernici
XVIIe siècle
Visita di Madame de Sévigné
17 juillet 2006
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il castello nella sua interezza, la sua cappella, i suoi annessi e l'intero appezzamento (C 78, 79, 80, 226, posto La Bâtie): iscrizione per decreto del 17 luglio 2006

Dati chiave

Famille de Beaujeu - Fondatori sospetti Costruttori iniziali nel XIII secolo.
Guillaume de Francheleins - Signore nel 1350 Proprietario davanti ai Juys.
Henri de Juys - Signore per matrimonio Marito di Louise de Franchelines.
Claude de Champier - Bailli de Dombes Rendere la terra una baronia.
Madame de Sévigné - Epistolario famoso Soggiornò al castello nel XVII secolo.
Jean Moulin - Resistente Cacha al castello durante la seconda guerra mondiale.

Origine e storia

Lo Château de la Bâtie, situato a Montceaux nell'Ain, è un antico castello il cui primo record risale al XIII secolo, anche se la sua fondazione risale al XII secolo. Costruito dalla famiglia Beaujeu, era una roccaforte importante con 19 torri e 60 uomini armati, giocando un ruolo strategico tra le terre del Regno di Francia e quelle dell'Impero. Passò poi ai Borboni, poi a famiglie nobili come i Giudei, la Saix e gli Champiers, che lo resero una baronia nel XVI secolo.

Nel XVI secolo, il castello fu ridisegnato con l'aggiunta di una galleria a volta che maschera elementi gotici, e dipinti decorativi (tra cui una danza macabra) decorarono il dungeon. La cappella castrale, inizialmente isolata, fu integrata nel castello. Le trasformazioni continuarono nel XVIII e XIX secolo, dove la fortezza divenne residenza: le baie furono trafitte, e parte del recinto interno distrutta. La famiglia di Ormesson de Chamarande, allora quella della Torre di Vidaud, erano i proprietari fino alla Rivoluzione.

Il castello ospitava una guarnigione militare e serviva come rifugio per la resistenza durante la seconda guerra mondiale, tra cui Jean Moulin. Dopo la Rivoluzione, divenne una residenza privata, ora appartenente alla famiglia di Chalon. Classificato monumento storico nel 2006, illustra l'evoluzione architettonica delle fortezze dei Dombes, in mattoni rossi ("Savoyard Carrons"), e il suo ruolo nella storia locale, dalla signoria medievale alla Resistenza.

La cappella, dedicata a San Maurizio, è stata trasferita nel XV secolo e ospita una cripta. Il sito, con i suoi annessi e pacchiere, è protetto per il suo patrimonio militare e storico, testimoniando i successivi cambiamenti tra il Medioevo e l'era moderna.

Collegamenti esterni