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Château de la Fare à Cavillargues dans le Gard

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Gard

Château de la Fare

    Rue de la Fare
    30330 Cavillargues

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1567
Ricostruzione della facciata
2e moitié du XVIe siècle
Costruzione del castello
5 novembre 1990
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti (causa E 166): iscrizione per ordine del 5 novembre 1990

Dati chiave

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Origine e storia

Il Castello di La Fare è un monumento storico situato a Cavillargues, dipartimento di Gard nella regione di Occitanie. Costruito nella seconda metà del XVI secolo, è un edificio rinascimentale adiacente al muro medievale della città. La sua architettura è caratterizzata da due ali quadrate che delimitano un cortile interno, la cui facciata, ricostruita intorno al 1567, è decorata con sculture tipiche di questo periodo artistico. Questo tipo di costruzione riflette l'evoluzione dei castelli difensivi verso residenze più confortevoli ed estetiche, pur mantenendo legami con le strutture urbane esistenti.

La protezione del castello si riferisce specificamente alle sue facciate e tetti, elencati nell'inventario dei monumenti storici per un ordine del 5 novembre 1990. Anche se le fonti non specificano il suo uso corrente (visite, noleggio, alloggio), la sua esatta posizione è identificata vicino alla City Tower, nel cuore di Cavillargues. L'accuratezza della sua posizione geografica è valutata come soddisfacente (livello 7/10), confermando il suo ancoraggio nel tessuto storico locale.

Al momento della sua costruzione, la regione, poi integrata in Linguadoca, era caratterizzata da tensioni religiose nelle guerre della Religione e da un'economia rurale dominata dalla viticoltura e dal bestiame. Castelli come il castello di Fare spesso servivano come residenze per le élite locali (noblesse o borghesia arricchita), mentre simboleggiano il loro potere nei confronti delle comunità del villaggio. La loro architettura rinascimentale, ispirata ai modelli italiani, mostrava anche un'apertura culturale in aumento, in contrasto con i resti medievali ancora visibili, come la parete a cui si appoggia il castello.

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