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Castello di Langoiran en Gironde

Castello di Langoiran

    213 Le Pied du Château
    33550 Langoiran

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1345
Alleanza con Albret
XIIIe siècle
Costruzione iniziale
1453
Confisca di Carlo VII
1454
Esecuzione di Pietro II di Montferrand
1649
Distruzione parziale
19 mai 1892
Classificazione monumento storico
26 août 1944
Ridistribuzione di Bordeaux
1972
Inizio dei restauri
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Seguin d'Escoussans - Signori fondatori Costruttori del castello nel XIII secolo.
Amanieu d'Albret - Alleato dal matrimonio Il marito di Mabille Seguin nel 1345.
Bertrand III de Montferrand - Barone di Langoiran Marito di Isabella di Preissac, Sudan del Trau.
Pierre II de Montferrand - Ultimo signore giustiziato Decapitato nel 1454 dopo la guerra dei cent'anni.
Guillaume Daffis - Capo della Fronde di Bordeaux Proprietario nel 1649, bersaglio del duca di Epernon.
Commandant Rougés - Attore di Liberazione Ritornò a Bordeaux nel 1944.
M. et Mme Bibonne - Ristoranti moderni Fondatori dell'associazione nel 1972.

Origine e storia

Lo Château de Langoiran, costruito nel XIII secolo dalla famiglia Seguin d'Escoussans, sorge su un altopiano affacciato sulla Garonne, nell'Entra-deux-Mers. Questi signori, inizialmente vassalli dei Benauges, divennero attori chiave del ducato di Aquitania, riportando direttamente al re d'Inghilterra dopo il 1345. La loro alleanza con la famiglia di Albret (tramite il matrimonio di Amanieu d'Albret e Mabille Seguin) ha segnato un punto di svolta politico, collegando Langoiran ai conflitti franco-inglese. La dungeon cilindrica, una delle più grandi della Francia, simboleggia il loro potere militare e il loro prestigio.

Tra il XIV e il XVI secolo, il castello cambiò le mani più volte, passando per Montferrand e Daffis, famiglie segnate dalle guerre di religione. Bertrand III de Montferrand, barone di Langoira e signore di molti luoghi, sposò Isabelle de Preissac, erede del Sudan del Trau. Il loro discendente, Pierre II de Montferrand, sposò Marie de Bedford (figlia naturale del duca di Bedford) prima di essere decapitato nel 1454 dai francesi. Dopo la caduta di Bordeaux nel 1453, Carlo VII confiscava il castello prima che Luigi XI lo ripristinasse parzialmente ai Montferrands.

Le guerre di religione divisero la signoria: Charles de Montferrand, capo cattolico e governatore di Bordeaux, si rifugiò a suo fratello Guy, leader protestante. Venduto all'Arnoul (bourgeois anoblis), poi ai Daffis nel XVII secolo, il castello divenne un problema della Fronde di Bordeaux. Nel 1649 il duca di Épernon incendia fece esplodere la dungeon in rappresaglia contro Guillaume Daffis, capo della ribellione parlamentare. Abbandonato, cadde in rovina fino al suo restauro dal 1972 dall'associazione Les Amis du château de Langoiran, fondata da M. e Mme Bibonne.

La dungeon del XIV secolo, capolavoro architettonico, ospita rari affreschi medievali, tra cui un Giudizio Universale che rappresenta San Michele e San Pietro. Le camere a volta, ornate da leopardi d'oro (le braccia dei Seguins), e le sue arcate crociformi testimoniano il suo ruolo difensivo. Il castello fu anche teatro di eventi moderni: nel 1944, il comandante Rougés trasmise la convenzione di resa di Bordeaux ai resistori. Oggi, il sito unisce patrimonio storico e viticoltura, con una tenuta di 23 ettari in AOC Cadillac.

Ranked un monumento storico nel 1892, il castello illustra le lotte feudali tra Plantagenets e Capetians, poi le tensioni religiose e politiche di Guyenne. La sua architettura combina l'inglese (Order de la Jarretière) e le influenze francesi, riflettendo la sua storia tormentata. Recenti scavi e restauri hanno rivelato elementi unici, come le piastrelle di armi di Seguin o murales, offrendo un eccezionale testimone della vita signorile medievale.

Infine, il castello ha ispirato il cinema (La Prophetie d'Avignon, 2007) e rimane un luogo di vita, animato da festival medievali. La sua attuale associazione perpetua il ricordo delle famiglie che lo hanno plasmato, da Seguin a Daffis, attraverso i Montferrands, valorizzandone il patrimonio vitivinicolo e architettonico.

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