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Castello di Mansencôme dans le Gers

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort gascon
Gers

Castello di Mansencôme

    D112
    32310 Mansencôme

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1319
Tributo feudale
4e quart XIIIe siècle - XIVe siècle
Costruzione iniziale
1636
Erezione in baronia
septembre 1736
Vendita del castello
5 novembre 1927
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello: iscrizione per decreto del 5 novembre 1927

Dati chiave

Vital de Lasseran - Signore feudale Rende omaggio al conte Armagnac nel 1319.
François de Lasseran-Monluc - Proprietario del Marchese Vendere il castello nel 1736 al Marchese di Maniban.
Gaspard de Maniban - Acquirente effimero Ristrutturazioni interrotte e costrette ad arrendersi a Lasseran.
Denis-François de Lasseran-Monluc - Acquirente di eredità Recupera il dominio tramite il diritto di riacquisto familiare.

Origine e storia

Il Castello di Mansencôme, costruito all'inizio del XIV secolo a Gers (Occitanie), è un tipico esempio di architettura castrale a gasconne. Cresciuto vicino a Valencia-sur-Baïse, fa parte del sistema difensivo istituito alla fine del XIII secolo lungo il confine anglo-francese. Il suo piano rettangolare, affiancato da due torri quadrate a est e a ovest, riflette le esigenze militari dell'epoca, con archerie crociformi ancora visibili oggi.

La famiglia Lasseran, proprietaria del sito da secoli, segna profondamente la sua storia. Già nel 1319, Vital de Lasseran rese omaggio al conte di Armagnac, sigillando l'ancora feudale del castello. Nel 1636 Luigi XIII eresse la terra in baronia, consolidandone il prestigio. Nel XVIII secolo, il marchese François de Lasseran-Monluc vendette la proprietà nel 1736 per 20.000 sterline al marchese Gaspard de Maniban, che cercò di ristrutturarla a causa della mancanza di fondi. Il Lasseran-Monluc finalmente recupera il castello attraverso il loro diritto di redenzione.

Dopo la Rivoluzione, il castello cambiò le mani più volte e gradualmente divenne obsoleto. Nonostante le modifiche interne nel XIX secolo e la distruzione delle sue antiche incoronazioni, conserva notevoli elementi medievali, come le finestre geminous al terzo piano. Dal 5 novembre 1927, è membro dei monumenti storici e testimonia oggi il patrimonio architettonico e signorile della Biscaglia medievale.

Il castello illustra anche l'evoluzione delle esigenze residenziali: gli assassini e gli archi originali sono stati sostituiti da più ampie baie in tempi successivi, riflettendo il passaggio da una funzione puramente difensiva ad un uso più residenziale. Fonti storiche, come le opere di Philippe Lauzun o Jacques Gardelles, sottolineano il suo ruolo nella rete di "casteri gascon" di Condomois e Lectourois.

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