Stop Montaigne 1581 (≈ 1581)
Torna dall'Italia, soggiorna al castello
XVe-XVIe siècles
Costruzione dell'attuale castello
Costruzione dell'attuale castello XVe-XVIe siècles (≈ 1650)
Successo in una tana medievale gallo-romana
12 octobre 1948
Primo ingresso MH
Primo ingresso MH 12 octobre 1948 (≈ 1948)
Classificazione iniziale come monumento storico
10 février 2016
Nuova registrazione ampliata
Nuova registrazione ampliata 10 février 2016 (≈ 2016)
Protezione totale della proprietà e degli edifici
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
In totale, il castello di Mauriac, il suo castagno e il suo recinto, i suoi annessi, il terreno del suo parco e la terra circostante (cad. AI 219, 220, 221): iscrizione con decreto del 10 febbraio 2016
Dati chiave
Michel de Montaigne - Filosofia e scrittore
Si fermò nel 1581
Origine e storia
Castello Mauriaco, situato a Douzillac, Dordogne (Nuova Aquitania), è un edificio del XV e XVI secolo che segue una den medievale costruita su un palazzo gallo-romano. Si affaccia sul fiume Isle e una diga storica che alimentava un mulino, poi una fabbrica di mobili ora trasformata in una centrale idroelettrica. La tenuta, proprietà privata, permette la visita dei giardini e della terrazza, e conserva due torri d'angolo e un ingresso parzialmente distrutto castagno.
La casa principale, rettangolare, è incorniciata da due grandi torri rotonde con mâchicoulis, resti di un recinto più grande scomparso alla Rivoluzione (tra cui un dungeon, una cappella e otto torri). La facciata ovest mantiene tracce di una strada rotonda su mâchicoulis. Il sito, classificato come monumento storico dal 1948, è stato esteso nel 2016 a tutti gli edifici e al parco. Una sosta notevole fu fatta da Montaigne nel 1581, tornando dall'Italia.
Il castello illustra l'evoluzione architettonica delle fortezze medievali a residenze signorili, preservando al contempo elementi difensivi come il mâchicoulis. La sua storia riflette anche i cambiamenti economici locali, dal tradizionale mulino all'industria della fresatura, alla produzione idroelettrica. L'abrogazione della sua prima classifica nel 2016 a favore di una protezione estesa sottolinea la sua importanza del patrimonio regionale.
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