Costruzione iniziale XVIe siècle (≈ 1650)
Cancello, dungeon e elementi rinascimentali costruiti.
XVIIIe siècle
Grandi ristrutturazioni
Grandi ristrutturazioni XVIIIe siècle (≈ 1850)
Castello ridisegnato, parziale modernizzazione.
1946
Protezione della dungeon
Protezione della dungeon 1946 (≈ 1946)
Inventario dei monumenti storici.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le donjon (causa F 357, 358) : iscrizione per ordine del 27 settembre 1946
Dati chiave
Catherine de Médicis - Ispirazione stilistica
Esposto capelli scolpiti e fragola.
Origine e storia
Il castello di Nanthiat, classificato come monumento storico, si distingue per il suo cancello d'ingresso del XVI secolo, progettato per ospitare un ponte levatoio. Questo portale, ancora segnato dalle diapositive originali, testimonia l'architettura difensiva del Rinascimento. Il dungeon quadrato, coperto da una piramide e fiancheggiato da una torretta che ospita una sala da guardia, risale anche al XVI secolo. Le sue pareti conservano dettagli scultorei, come le teste che portano l'acconciatura e la fragola di Caterina de Medici, evidenziando l'influenza stilistica dell'epoca.
All'interno, una camera a volta su cross-dogives occupa il piano terra, caratteristica degli edifici tardo medievali. Il percorso tondo, supportato da corvi, viene interrotto da una finestra in stile rinascimentale, mescolando l'utilità difensiva ed estetica. Il castello fu in gran parte ristrutturato nel XVIII secolo, modernizzando la sua struttura conservando elementi originali come la dungeon. Solo una parte del sito, la dungeon, è protetta da un ordine del 1946.
L'edificio illustra l'evoluzione architettonica tra il Medioevo e l'era moderna, con tracce tangibili di entrambi i periodi. La sua posizione a Nanthiat (Dordogne), in un'area caratterizzata da conflitti feudali e poi dalle trasformazioni agricole dell'Illuminismo, lo rende un testimone del cambiamento sociale e militare. Oggi, la sua precisa posizione (3 Le Château, 24800 Nanthiat) e il suo stato di conservazione lo rendono un notevole patrimonio locale, anche se il suo accesso al pubblico non è esplicitamente documentato.
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