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Castello di Rocamadour dans le Lot

Lot

Castello di Rocamadour

    844 Le Château
    46500 Rocamadour

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1166
Scoperta delle reliquie di San Amadour
XIIe siècle
Un culmine di pellegrinaggio mariano
1562
Piling dei protestanti
1858–1872
Restauro del sito
2000
Monumenti storici
2015–2021
Lavoro di accesso
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Saint Amadour - Eremita e patrono Le reliquie scoperte nel 1166 nella cripta.
Géraud d'Escorailles - Abbé de Tulle (1152–1188) La costruzione degli edifici religiosi fu completata.
Henri II d'Angleterre - Re dei pellegrini (XII secolo) Ringraziare la Vergine per la sua guarigione.
Jean-Jacques Bardou - Vescovo di Cahors (19 ° secolo) Organizzato una lotteria per ripristinare il sito.
Jean-Baptiste Chevalt - Architettura-ristorante Diretto il lavoro dal 1858 al 1872.
Patrick de Carolis - Consigliere comunale (XXI secolo) Promuove festival e turismo locale.

Origine e storia

Il Castello di Rocamadour è un elemento chiave della città medievale appeso su una scogliera che domina le gole dell'Alzou, nel dipartimento Lot. Integrato in un insieme religioso e difensivo, domina i santuari costruiti tra il XII e il XIII secolo, tra cui la Basilica di Saint-Sauveur e la cripta di Saint-Amadour, classificata come Patrimonio Mondiale. Questo sito, legato al pellegrinaggio mariano dal Medioevo, attrasse figure illustri come Enrico II d'Inghilterra o Luigi IX di Francia, che vennero ad adorare la Vergine Nera e la tomba di San Amadour.

La città di Rocamadour, strutturata in tre livelli che riflettono i tre ordini medievali (chevalier, chierici, lavoratori), era protetta da porte fortificate e da un castello con tre torri e un fosso. Il pellegrinaggio, incoraggiato dai miracoli attribuiti alla Vergine Nera, raggiunse il suo culmine nel XII e XIII secolo. Le reliquie di San Amadore, scoperte nel 1166, furono distrutte durante le guerre di religione nel 1562, quando i mercenari protestanti saccheggiarono e bruciarono edifici religiosi.

Nel XIX secolo, il sito, in rovina dopo secoli di saccheggio e abbandono, fu restaurato grazie ad una lotteria organizzata dal vescovo di Cahors, Jean-Jacques Bardou, e dall'architetto Jean-Baptiste Chevalt. Il lavoro, svolto tra il 1858 e il 1872, ha salvato i santuari e restaurato Rocamadour alla sua influenza turistica e spirituale. Oggi, il castello e la città medievale, classificato come monumenti storici nel 2000, rimangono un luogo importante di pellegrinaggio e turismo in Occitanie.

Il castello, raggiungibile da una strada trasversale che conduce alla croce di Gerusalemme, offre un gazebo sulla valle. La sua storia è inseparabile da quella dei santuari vicini, come la cappella Nostra Signora che ospita la Vergine Nera, oggetto di devozione dal XII secolo. I pellegrini salirono sulle ginocchia (e in alcuni casi bruciano ancora) i 216 gradini della monumentale scalinata per raggiungere i santuari, dove si uniscono sette chiese e cappelle.

Rocamadour, membro dell'associazione Les Plus Beaux Villages de France, ha beneficiato di lavori recenti (2015-2021) per migliorare la sua accessibilità e valorizzazione, tra cui la creazione di gazebo, parcheggi e la ristrutturazione dell'illuminazione pubblica. Questi sviluppi mirano a preservare questo patrimonio eccezionale, pur riconciliando l'afflusso turistico e il rispetto per il sito.

Le origini del nome Rocamadour risalgono almeno al X secolo, con forme antiche come Rupis Amatoris (1186). Secondo gli storici, potrebbe derivare da un nome di santo (Amator) o da una deformazione di Rocamajor ("grande roccia" in Occitano). Il sito, occupato dal Paleolitico, era un luogo di culto pagano prima di diventare un alto luogo di cristianesimo medievale, segnato da leggende come quella della spada Durandal di Roland, portata da San Michele.

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