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Castello di Sommières dans le Gard

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Gard

Castello di Sommières

    Le Bourg
    30250 Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
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Château de Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
Château de Sommières
Crédit photo : EmDee - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1040
Primo ingresso scritto
1248
Assegnazione a Louis IX
1349
Bloccato da Filippo VI
1422
Preso da Carlo VII
1573 et 1575
Sedi delle guerre di religione
1685
Rivocazione dell'editto di Nantes
1809
Vendita e smembramento
1926
Ranking di dungeon
2010
Registrazione del castello
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il castello in pieno con le sue custodie, tra cui il pavimento e le custodie, il pavimento e le facciate e i tetti della parte privata del castello (cad. AC 523-526, 548, 549, 585; AD 15): iscrizione per decreto dell'8 settembre 2010

Dati chiave

Louis IX - Re di Francia Acquisire il castello nel 1248, lo fece una fortezza reale.
Philippe VI - Re di Francia Si è fermato nel 1349.
Charles VII - Re di Francia Prendete il castello nel 1422.
Famille Bermond - Signori di Anduze e Sauve Costruttori iniziali, menzionati nel 1040.

Origine e storia

Il castello di Sommières, situato nel Gard in Occitanie, ha le sue origini nel X o XI secolo, anche se la sua prima menzione scritta risale al 1040. Costruito dalla famiglia Bermond, vassallo dei conti di Tolosa, divenne una cosaigneuria prima di essere ceduta nel 1248 a Luigi IX, che lo rese una fortezza strategica reale. La sua importanza risiede nella sua posizione dominante sul Ponte Tevere, un'opera romana che attraversa il Vidourle, e il suo ruolo nel monitoraggio delle vie di comunicazione tra Linguadoca e Cevennes.

Nel Medioevo, il castello fu un importante problema militare: assediato durante la guerra dei cent'anni (preso nel 1422 da Carlo VII), poi durante le guerre di religione (sedi del 1573 e del 1575), dove cambiò più volte tra protestanti e cattolici. Le carceri furono istituite lì per bloccare i protestanti, principalmente le donne e le fortificazioni furono rafforzate. Dopo la revoca dell'editto di Nantes, Sommières divenne un centro di repressione contro gli Ugonotti, illustrando il suo ruolo nella politica reale di controllo dei territori.

Dal XVIII secolo, il castello perse la sua importanza strategica e divenne una caserma militare e una prigione ordinaria. Venduta come proprietà nazionale nel 1809, parte delle sue rovine fu occupata dagli abitanti fino al XIX secolo, formando un quartiere popolare. Nel XX secolo, le distruzioni parziali (come la costruzione di serbatoi d'acqua nel 1936) e i successivi restauri (in particolare dal 2004) erano volti a preservare i suoi resti, tra cui la Torre Bermond, che è stata elencata come monumento storico nel 1926, e l'intero sito registrato nel 2010.

L'architettura del castello riflette la sua evoluzione: la torre Bermond (XIII secolo), una dungeon in pietra di 25 metri, domina il sito con i suoi assassini e slot. La cappella castrale, dedicata al Saint-Sauveur di Luigi IX, fonde stili romanici e gotici, mentre i bastioni, parzialmente degradati, portano tracce dei sedili sofferti. I recinti successivi, come la Vignasse, e le torri (Montlaur, Bistoure) testimoniano adattamenti militari ai conflitti, dalle guerre medievali ai disordini religiosi.

Le stampelle, tagliate nella roccia e i sistemi difensivi (falsi gesso, bastioni) completano un dispositivo progettato per resistere agli assedianti. Le caserme, costruite o ristrutturate nel XVIII secolo, ospitarono guarnigioni e prigionieri, mentre i graffiti dei detenuti protestanti (come quelli che evocavano la galera di Hardie) ricordavano le persecuzioni post-rivocazione. Oggi, il sito, una proprietà mista (comune e privata), viene ripristinato per valorizzare questo patrimonio emblematico del Gard.

Collegamenti esterni