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Castello di Vens en Haute-Savoie

Haute-Savoie

Castello di Vens

    148 Route du Château
    74910 Seyssel

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIVe siècle
Costruzione iniziale
1601
Link alla Francia
1718
Costruzione della cappella
1760
Torna a Savoie
XIXe siècle
Ristrutturazione romantica
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Famille Gerbaix/Gerbais - Prima proprietari noti Possessione nel XIV secolo
Marthod d'Ugines - Comandante Garrison Nel 1601 dopo l'arrampicata
Famille de Mareste - Proprietario nel 18° Costruzione della cappella nel 1718
Famille de Montagnier - Pre-revoluzionario proprietario Emigrazione durante la rivoluzione
Famille Iseux - Proprietario nel XIX secolo Ristrutturazione Stile romantico

Origine e storia

Il castello di Vens è una vecchia casa fortificata costruita nel XIV secolo, poi profondamente ridisegnata nel XVII secolo. Situato sulla riva destra del Fier, a 100 metri sopra la confluenza con il Rhône (hamlet di Vens, comune di Seyssel), ha formato con il castello di Châteaufort una serratura strategica che controlla l'accesso alla Val de Fier. Questo sito dominante, ora in Haute-Savoie, era un punto chiave negli scambi tra la Savoia e la Francia, come testimoniato dalle sue mura medievali parzialmente conservate.

Originariamente di proprietà della famiglia Gerbaix (o Gerbais) nel XIV secolo, il castello passò poi nelle mani dei Coursons e poi dell'Almody. Nel 1601, il trattato di Lione lo attaccò in Francia, dove prestò servizio come ponte sulla riva sinistra del Rodano, con una guarnigione di 25 uomini guidati da Marthod d'Ugines dopo un tentativo di salire. Il sito tornò a Savoia nel 1760 attraverso il Trattato di Torino, che stabilì il confine al centro del Rodano.

Nel XVIII secolo, il castello appartenne alle famiglie di Mareste (che vi costruì una cappella nel 1718) e Montagnier, quest'ultimo emigrante durante la Rivoluzione. Nel XIX secolo, gli eredi della famiglia Iseux (nostri fiamminghi) intrapresero una romantica ristrutturazione ancora visibile oggi. Dal 1926 è detenuto dalle famiglie Espinasse e Bertrand, senza interruzioni.

I resti medievali sono limitati a mura, matresse e omicidi, il resto risalente al XVII e XIX secolo. Il castello incarna così quasi sette secoli di storia del Savoyard e del Franco-Savoyard, tra difesa militare, signoria locale e residenza nobile.

La sua posizione geografica, di fronte al Rodano e alla Val di Fier, lo ha reso un problema territoriale ricorrente. Le trasformazioni architettoniche (chapel, stile romantico) riflettono l'evoluzione del suo uso, dalla fortezza alla casa seigneuriale, poi alla proprietà privata conservata fino ad oggi.

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