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Castello di Vesvres à Rouy dans la Nièvre

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Nièvre

Castello di Vesvres

    D.978 Vèvres
    58110 Rouy

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione iniziale
1474
Confisca di Luigi XI
1477
Ritorno agli eredi
1794
Vendita come un bene nazionale
1963
Restauro di Dalloz-Bourguignon
1974
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti del castello e dei comuni (causa B 651): iscrizione con decreto del 19 aprile 1974

Dati chiave

Louis XI - Re di Francia Confiscato il seigneury nel 1474.
Jeanne Ursule de Pracomtal - Ultima erede di Arms Trasmise il castello nel 1744.
Claude Mathieu - Metayer e allevatore Sviluppato la razza Charolaise.
Camille Mathieu - Acquirente rivoluzionario Compra il castello nel 1794.
Bruno Ecklé - Proprietà moderna Restauro dal 1994.

Origine e storia

Il castello di Vesvres, situato a Rouy nel Nièvre, è un forte di pianura costruito nel XII secolo all'incrocio di due principali vie romane: una che collega Nevers ad Autun (asse est-ovest), l'altra Clamecy a Decize (asse nord-sud). Questo sito strategico, allineato con pareti e circondato da due stagni, ospitato un potente seigneury. I resti architettonici, come la dungeon quadrata del XV secolo con pareti spesse trafitte dagli arcieri, o le cortigiane rivestite per ospitare una guarnigione, riflettono il suo ruolo difensivo e residenziale.

Nel XV secolo, la signoria si trasferì alla Casa delle Armi, che intraprese il lavoro per ospitare mercenari e contadini, trasformando parzialmente le difese in habitat. Confiscato nel 1474 da Luigi XI alla famiglia di Rochefort (alleata con Charles le Témeraire), fu restituito dopo il 1477. Il castello, periodicamente abbandonato, fu rioccupato nel 1558 grazie ad una ulteriore ristrutturazione. Nel XVIII secolo, dopo l'estinzione della linea di armi, divenne una fattoria sotto la gestione degli agricoltori, tra cui Claude Mathieu, pioniere della razza Charolaise.

La rivoluzione segna un punto di svolta: venduto come proprietà nazionale nel 1794, il castello in rovina è stato acquistato da Camille Mathieu, figlio di Claude. Nel XIX secolo, i Pracomtals recuperarono la proprietà, ma i problemi di proprietà del XX secolo (17 eredi nel 1957) portarono alla sua frammentazione. Salvata dalla rovina della famiglia Dalloz-Bourguignon (1963-1994), che la restaura al centro dell'arte, è oggi una proprietà privata chiusa al pubblico, dopo decenni di saccheggi e successivi restauri.

L'architettura combina elementi medievali (donjon, cortine del XIII-XIV secolo) e aggiunte rinascimentali (edifici del XVI secolo, colombecoto scolpito). Le foche riempite nel XVII secolo, il ponte levatoio scomparve, e gli scudi martellati alla Rivoluzione illustrano le sue trasformazioni. I comuni, con stalle e fienili, portano ancora le tracce delle armi dei signori, mentre gli stagni e i prati circostanti ricordano il suo ancoraggio nel paesaggio di Nivernais.

Tra i notevoli proprietari ci sono Jean de Billy (XIV secolo), il d-Armes (XV-15esimo secolo), o Bruno Ecklé (dal 1994), che ha affidato la sua gestione a Bernard Massin per un restauro di emergenza. Lo stemma delle famiglie successive (Pracomtal, Armes, d'Ancienneville) una volta decorò le facciate, ora parzialmente cancellate dal tempo e dal conflitto.

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