Costruzione iniziale XVIIe siècle (≈ 1750)
Castello costruito su antiche fondamenta.
1790
Palazzo del Tempio
Palazzo del Tempio 1790 (≈ 1790)
Tempio della Vera Felicità di Alexandre de Villers.
20 juin 1945
Prima protezione
Prima protezione 20 juin 1945 (≈ 1945)
Facciate di registrazione e tetti del castello.
18 mars 1999
Protezione del tempio
Protezione del tempio 18 mars 1999 (≈ 1999)
Iscrizione del tempio sotto titolo MH.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciate e tetti del castello: iscrizione per decreto del 20 giugno 1945 - Tempio della Vera Felicità, situato nel parco del castello (cad. A 1802): iscrizione per decreto del 18 marzo 1999
Dati chiave
Alexandre de Villers - Conte e sponsor
Si adatta costruire il tempio nel 1790.
Origine e storia
Il castello di Villers-en-Arthies, situato in Val-d Anche se i dettagli di questa prima costruzione rimangono poco chiari, il sito attesta un'antica occupazione, reinvestita da un'architettura classica caratteristica dell'epoca moderna. Le successive trasformazioni, in particolare nel quarto trimestre del Settecento, riflettono l'evoluzione dei sapori aristocratici e l'integrazione di giardini paesaggistici, tipici delle nobili residenze della regione parigina.
Nel 1790, il conte Alexander de Villers eresse nel parco del castello un piccolo tempio neoclassico, chiamato Tempio della Vera Felicità, in omaggio alla sua tarda moglie. Questo monumento, sia un giardino che una tomba commemorativa, si distingue per il suo portico toscano e le sue dimensioni modeste. Esso illustra la moda dei follie architettoniche del XVIII secolo, dove arte, memoria e natura si intrecciano per creare luoghi di contemplazione e contemplazione.
Parzialmente classificato come monumenti storici (facades e tetti nel 1945, tempio nel 1999), la tenuta oggi incarna un patrimonio ibrido, mescolando residenza signorile e simbolo romantico. L'iscrizione del tempio, quasi due secoli dopo la sua costruzione, mette in risalto il suo valore storico e artistico, così come la persistenza della sua narrazione emotiva nel paesaggio culturale francescano.
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