Prima menzione del luogo 1097 (≈ 1097)
Vecchio certificato scritto.
1594
Fuoco durante le guerre di religione
Fuoco durante le guerre di religione 1594 (≈ 1594)
Preso e bruciato dal duca di Ventadour.
1594–1732
Periodo di rovine
Periodo di rovine 1594–1732 (≈ 1663)
Caduta dopo il fuoco fino al 18.
1790
Cuscino del castello
Cuscino del castello 1790 (≈ 1790)
Evento relativo alla Rivoluzione francese.
XIXe siècle
Cambiamenti architettonici
Cambiamenti architettonici XIXe siècle (≈ 1865)
Elevazione di foratura e costruzione.
16 novembre 1966
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 16 novembre 1966 (≈ 1966)
Protezione di facciate e tetti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciate e tetti (causa AS 148): entrata per decreto del 16 novembre 1966
Dati chiave
Duc de Ventadour - Capo militare
Preso e bruciato il castello nel 1594.
Jules de Vinols de Montfleury - Storico locale
Autore di una monografia nel 1889.
Anne Muller - Ricercatore contemporaneo
Studiare il parco del castello (2024).
Origine e storia
Il Castello di Volhac, noto anche come Fortezza Volhac, è un edificio medievale situato nel comune di Coubon, Haute-Loire. Menzionato nel 1097, illustra l'architettura regionale semi-forte con le sue pareti rivestite, torrette e mâchicoulis in cappuccio. Le sue facciate e i suoi tetti, protetti dal 1966, testimoniano importanti cambiamenti nei secoli XVI, XVII e XIX, segnati da conflitti e ricostruzioni.
Nel 1594, durante le guerre di religione, il castello fu incendiato dopo la sua cattura da parte del duca di Ventadour. Rimase in uno stato di rovine fino al 1732, e fu ulteriormente saccheggiato nel 1790. Nel XIX secolo furono apportate notevoli modifiche, tra cui esercitazioni e altitudini, adattando l'edificio a nuove funzioni pur mantenendo elementi difensivi caratteristici.
Fonti storiche sottolineano il suo ruolo nelle tensioni religiose del Cinquecento e la sua successiva evoluzione in una residenza modificata. Studi locali, come quelli di Jules de Vinols de Montfleury (1889) e Anne Muller (2024), documentano il suo parco e l'architettura, ancorando il monumento nel patrimonio alto-lavarico. La sua iscrizione nei Monumenti Storici nel 1966 ha consacrato il suo valore di patrimonio, mescolando il patrimonio medievale e gli adattamenti moderni.
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