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Castello di Pichon en Gironde

Gironde

Castello di Pichon

    30 Avenue du Château Pichon
    33290 Parempuyre

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1878
Acquisizione di Eugène Durand
1881
Fuoco del castello
1893-1898
Condividi tra gli eredi Durand-Dassier
1908
Classificazione dei vini
1932
Classifica borghese superiore
1976
Acquistato da Clement Fayat
1985
Rinominato Château Clément-Pichon
16 juin 2000
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Eugène Durand - Proprietario e ricostruttore Compratore nel 1878, inizia la ricostruzione.
Michel-Louis Garros - Architetto Progetta il castello neorinascimentale.
Philippe Durand-Dassier - Heir e co-proprietario Gestisce la tenuta con Frédéric Cruse.
Frédéric Cruse - Negoziazione e coproprietà Partner nella produzione di vino.
Clément Fayat - Proprietario dal 1976 Modernizza la vigna e rinomina il castello.

Origine e storia

Lo Château Pichon, situato a Parempuyre en Gironde, ha le sue origini nel XIV secolo, anche se l'edificio attuale risale principalmente alla fine del XIX secolo. Nel 1878, Eugene Durand acquisì la proprietà, poi in rovina dopo un incendio nel 1881, e la fece ricostruire in stile neorinascimentale dall'architetto Michel-Louis Garros. Questo castello, circondato da un parco e da un vigneto, è poi condiviso tra gli eredi Durand-Dassier e Frédéric Cruse, un commerciante di vino, dando alla luce due distinti marchi: Château Parempuyre e Château de Parempuyre. Nonostante gli inizi modesti in termini di qualità e prezzo, la tenuta ha guadagnato una reputazione all'inizio del XX secolo.

Nel XX secolo, il castello ha vissuto un aumento della gamma, come testimonia la sua menzione nell'edizione del Féret del 1922, che mette in evidenza la finezza e l'eleganza dei suoi vini. Questo riconoscimento culminò nel 1932 con la sua posizione di superiore borghese. La proprietà cambiò le mani nel 1976, quando Clement Fayat, imprenditore del BTP, lo acquisì e lo rinominò Château Clément-Pichon nel 1985, in omaggio alla moglie e alla storia del luogo. Fayat ammoderna il vigneto, ristrutturando 25 ettari dedicati principalmente alla merlot e al cabernet Sauvignon, portando la produzione a circa 120.000 bottiglie all'anno.

L'architettura del castello si ispira agli elementi dei castelli della Loira, mescolando vari stili in un ensemble neo-rinascimentale. La tenuta, ora classificata come Haut-Médoc Cru Bourgeois, illustra l'evoluzione delle aziende vinicole di Bordeaux, tra patrimonio familiare e ambizione imprenditoriale. La sua iscrizione nei monumenti storici nel 2000 dedica la sua importanza di patrimonio alla sua storia e al suo ruolo nella viticoltura regionale.

Gli archivi rivelano le sfide affrontate dai proprietari all'inizio del Novecento, segnate da pericoli climatici (gelo, grandine, tempeste) e da una situazione economica difficile, che colpisce i prezzi del vino. Nonostante questi ostacoli, la tenuta è riuscita a sedurre commercianti come Calvet, che ha acquistato l'intero raccolto 1908. Le lettere familiari Durand-Dassier evocano anche momenti di vita sociale, come parti rurali, riflettendo la via della vita della borghesia protestante di Bordeaux del tempo.

Oggi, lo Château Clément-Pichon perpetua una tradizione vinicola radicata in un terroir di sabbie e serie, pur incarnando l'alleanza tra patrimonio architettonico e dinamismo economico. La sua storia, segnata da famiglie influenti e da influenti conversioni, lo rende un simbolo delle trasformazioni del Médoc, tra preservare il passato e adattarsi alle esigenze moderne.

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