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Chiesa di Notre-Dame de Corme-Écluse en Charente

Charente

Chiesa di Notre-Dame de Corme-Écluse


    Corme-Écluse

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1104
Donazione episcopale
vers 1130–1140
Sculture della facciata
1200
Completamento benedettino
1327
Preghiera Papale
1628
Istituzione di un pellegrinaggio
1822
Restauro del campanile
1860
Campagna di ripristino
1910
Classificazione monumento storico
1971
Lavori di conservazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH classificato

Dati chiave

Ramnulfus Focaudi - Vescovo dei Santi (1083–1106) Donatore della chiesa presso l'abbazia dell'Angely di San Giovanni.
Jean XXII - Papa (1316-1334) Inviare un rappresentante a pregare prima della statua nel 1327.

Origine e storia

La Chiesa di Notre-Dame de Corme-Écluse, elencata come monumento storico nel 1910, è un gioiello di arte romanica santungese. Fondata all'inizio del XII secolo dall'Abbazia Reale dell'Angely di San Giovanni, sostituisce un ex priorato dipendente dall'Abbazia delle Signore dei Santi. Il santuario fu ricostruito intorno al 1104 grazie ad una donazione del vescovo Ramnulfus Focaudi, e poi completato intorno al 1200 da benedettini, che vi installò una venerata statua della Vergine in rovere. Il suo piano croce latina, leggermente asimmetrico, e la sua facciata tripartita decorata con sculture moralizzanti illustrano l'influenza regionale.

La facciata occidentale, tipica del romanzo di Saintongeese, si distingue per le sue capitali storiche e i suoi modillons che avvertono contro i peccati capitali, tra cui la lussuria e l'orgoglio. All'interno, la sobria navata contrasta con la ricchezza scultorea della piazza transetto, dove quattro colonne sostengono una cupola sui tubi. I restauri successivi (XIX-XX secoli) conservarono i suoi elementi medievali, nonostante i danni minori durante le guerre di religione. La statua della Vergine, mutilata nel 17?3, e tracce di litri funebri ricordano il suo ruolo sia religioso che comunitario.

Il campanile, parzialmente rifatto nel XV secolo, domina l'edificio con le sue baie lancette e motivi geometrici. Le campagne di restauro (1822, 1860, 1971) mirarono a preservare la sua autenticità, come lo spostamento del cimitero nel 1890 o la ristrutturazione delle coperte nel 1926. Oggi, la chiesa testimonia l'arte romanica regionale, mescolando simbolismo morale e storia locale, dal suo priorato benedettino alla sua classificazione del patrimonio.

Sculture estere, come i modelli dell'abside che rappresentano scene di tentazione (uomini laici, animali devonti), o le capitali interne con i motivi di cesto, evidenziano la dimensione didattica dell'arte romanica. Il quadrante canonico sulla parete sud e i resti dei dipinti murali completano questo patrimonio, mentre le campane, riparate nel XXI secolo, perpetuano la sua funzione liturgica e commemorativa, come testimoniano le placche commemorative del 1914-1918.

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