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Chiostro di preservativo à Condom dans le Gers

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Cloître
Gers

Chiostro di preservativo

    47-59 Rue Dutoya
    32100 Condom
Cloître de Condom
Cloître de Condom
Cloître de Condom
Crédit photo : Cruccone - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1521-1544
Costruzione del chiostro
XVIe siècle
Pillole durante le guerre di religione
1796
Vendita come un bene nazionale
1861
Acquisto da parte del comune
1883
Installazione del municipio
1997
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiostro intero, con la cappella di Sainte-Catherine e l'ex cappella del vescovo (cad. AO 173, 174): per ordine del 18 dicembre 1997

Dati chiave

Jean Marre - Vescovo di preservazione Iniziatore di costruzione nel XVI secolo.
Hérard de Grossoles - Vescovo e costruttore Sponsor della Cappella di Santa Caterina.
Antoine de Coues - Vescovo di preservazione Contribuisce alla Cappella episcopale.
Penottini - Pittore italiano Autore della policromia intorno al 1841.

Origine e storia

Il chiostro di preservativo, costruito tra il 1521 e il 1544 sotto l'episcopato di Jean Marre, è in stile gotico, in armonia con la Cattedrale di San Pietro. Adotta un piano trapezoidale con quattro gallerie ad arco, di cui due porte rinascimentali segnano una transizione stilistica. Le chiavi dell'arco, decorate con blazon o motivi floreali, e le volte con sterne e terzi testimoniano un notevole know-how architettonico. Durante le guerre di religione, il chiostro fu saccheggiato e restaurato solo nel XVII secolo, dopo la distruzione simile a quella della cattedrale.

Venduto come proprietà nazionale nel 1796, il chiostro fu convertito in stabile e poi in un negozio di brandy prima di essere acquistato dal comune nel 1861. Nel 1883 venne realizzato un importante restauro, permettendo l'installazione del municipio e dei servizi comunali. La policromia delle volte, realizzata intorno al 1841 dal pittore italiano Penottini, mette in evidenza gli stemmi e le croci dogmatiche. Le gallerie, con campate disuguali, rivelano due fasi di costruzione: la prima rivestita con colonne poligonali, la seconda pietra di taglio, più decorata. La cappella di Sainte-Catherine, antica sala del capitolo, e la cappella episcopale, costruita dai vescovi Herard de Grossoles e Antoine de Coues, completano questo complesso.

Classificato un monumento storico nel 1997, il chiostro ora incorpora elementi comunali pur mantenendo il suo carattere medievale. I portici che si affacciano sul cortile, pavimentati e dotati di una fontana centrale, sono incorniciati da imponenti pendici. I modelli intagliati della cornice e le finestre trilobate intasate richiamano le trasformazioni che sono state subite nel corso dei secoli. Nonostante le riparazioni del XX secolo, il chiostro rimane una grande testimonianza dell'architettura religiosa gasconica, mescolando il patrimonio gotico e gli adattamenti moderni.

La storia del chiostro è inseparabile da quella della Cattedrale di San Pietro, che fu ricostruita dopo il crollo del suo campanile nel 1507. I vescovi Jean Marre e il suo successore, così come Herard de Grossoles, svolgono un ruolo chiave nella sua costruzione e abbellimento. Le guerre religiose, segnate dall'iconoclastia protestante, hanno miracolosamente risparmiato l'edificio grazie ad un riscatto di 30.000 sterline pagate dagli abitanti. Questa resilienza illustra l'attaccamento locale a questo patrimonio, ora protetto e valorizzato come simbolo della storia del preservativo.

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