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Città Greco-Romana di Olbia-Pomponiana à Hyères dans le Var

Città Greco-Romana di Olbia-Pomponiana

    3339 Route de l'Almanarre
    83400 Hyères
Proprietà del comune; proprietà privata
Cité gréco-romaine dOlbia-Pomponiana
Cité gréco-romaine dOlbia-Pomponiana
Cité gréco-romaine dOlbia-Pomponiana
Cité gréco-romaine dOlbia-Pomponiana
Cité gréco-romaine dOlbia-Pomponiana
Crédit photo : Hyerestourisme - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
100
200
1900
2000
vers 325 av. J.-C.
Fondazione Olbia
49 av. J.-C.
Romanizzazione
IIᵉ siècle ap. J.-C.
Prima menzione di Pomponiana
VIIᵉ siècle ap. J.-C.
Ritiro finale
1909
La scoperta chiave
2025
Ricerche preventive
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I frammenti dei bastioni greci nella proprietà del sig. Teisseire: iscrizione per decreto del 31 marzo 1926 - Rimnanti situati nel distretto di Saint-Pierre-d'Almanarre (cad. K 553p, 555, 556, 558, 559, 567): classificazione per decreto del 23 settembre 1947 - Le vestigia del bastione greco, nel distretto di Saint-Piercaar 55

Dati chiave

Strabon - Geografia greca Cita Olbia tra le colonie di Massaliot.
Pomponius Mela - Geografia romana Mentionne Olbia in 43 d.C.
Michel Bats - Archeologo Ricerca 1982-2008, isolotto VI e bastioni.
Jacques Coupry - Archeologo Cerca 1947–71, piano urbano.
Marcus Pomponius Maecius Probus - Console Romano (III secolo) Rafforza la difesa contro i pirati.
Réjane Roure - Università Dirige il Santuario della PCR (dal 2019).

Origine e storia

La città greco-romana di Olbia-Pomponiana, soprannominata "Olbia de Provence", è stata fondata intorno al 325 a.C. dai coloni di Massaliot (Marseille) sull'attuale città di Hyères (Var). Il suo nome greco, Olbia ("il prospero"), riflette il suo ruolo strategico: fermo commerciale protetto sulla rotta marittima tra Massalia e Italia. Strabon e pseudo-Scymnos lo citano tra le colonie liguri di Massalia. Organizzata come colonia-fortezza, ospitava circa 720 abitanti (solutori, pescatori, agricoltori) in un recinto quadrato di 165 m, diviso in isole standardizzate. Il suo porto, ora sommerso, forniva riparo e riparazione alle navi.

In epoca romana, Olbia divenne il Vicus Pomponiana, menzionato da Pomponius Mela nel 43 d.C. tra Athenopolis (Saint Tropez) e Tauroentum (Le Lavandou). Il nome Pomponiana appare dal II secolo nell'Itinerario di Antonin, anche se il sito conserva anche il suo nome greco: Étienne de Byzance evoca ancora la ligystide di Olbia nel V secolo. La città si rifiutò dopo la caduta di Roma, prima di essere definitivamente abbandonata nel VII secolo sotto Gontran I, a causa della sensibilità del porto e della crescente insicurezza. La popolazione poi si rifugia sulle altezze.

Gli scavi, iniziati nel XIX secolo e sistematizzati da Jacques Coupry (1947-1971) e Michel Bats (1982-2008), rivelarono una rigorosa pianificazione urbana: bastioni affiancati da torri, isolotti di abitazione (3 lotti di 120 m2 per famiglia), e santuari dedicati ad Artemis (grande santuario dell'Occidente) e Afrodite (vicino al bastione settentrionale). Un deposito di 100 monete Massaliotiche del III secolo a.C. e un'iscrizione latina del III secolo d.C. (Genio Viciniae Castellanae Olbiensium) confermano il suo legame con Massalia e la sua progressiva romanizzazione. Il sito, classificato Monumento Storico (1926, 1947, 1951), è ora di proprietà del comune di Hyères.

La recente campagna (2010-2025) riesuma un complesso termale romano, tombe di cremazione (necropoli esterna), e tracce di attività artigianali (pressore, pavimento opus signinum). I Sacrari Urbani PCR (dal 2019), guidati da Réjane Roure, riesaminarono i santuari di Artemis e Afrodite, lasciati incompiuti da Coupry. Una ricerca preventiva nel 2025, legata alla riqualificazione della strada D559, rivelò 24 tombe e una parete romana in riutilizzo, testimoniando un'occupazione artigianale dopo il periodo greco.

Olbia illustra la transizione culturale tra i mondi greci e romani in Provenza: fondata come avamposto di Massaliot, diventa un relè commerciale romano prima di declinare di fronte alle invasioni e all'erosione costiera. Il suo piano ortogonale, i bastioni e i santuari lo rendono un modello di urbanistica coloniale, mentre le scoperte monetarie ed epigrafiche illuminano i suoi scambi con Massalia e Italia. Il sito, aperto al pubblico, è oggetto di mostre come "Bubbles and Blocks" (2023).

Collegamenti esterni