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Chiostro Saint-Trophime d'Arles dans les Bouches-du-Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Cloître
Eglise romane
Bouches-du-Rhône

Chiostro Saint-Trophime d'Arles

    12 Rue du Cloître
    13200 Arles

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1800
1900
2000
vers 1150
Inizio costruzione
1221–1226
Scrivere del "Romano di San Trofeo"
fin XIVe siècle
Completamento del chiostro
1846
Classificazione monumento storico
1981
Registrazione UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Saint Trophime - Capo dell'abbazia ed evangelizzatore Fondatore leggendario della chiesa di Arles, centrale nell'iconografia.
Jean de Rochechouart - Vescovo di Arles (1390-1398) Ha supervisionato il completamento della galleria sud.
Saint Étienne - Ex patrono della basilica Rappresentato come una statua e in stoning.
Charlemagne - Imperatore nella leggenda trofeo Figurato nel miracolo di perdonato condannato (la galleria del sud).
Gamaliel - Cousin Leggendario di San Trofio Statua nella galleria est, vicino al bentier.

Origine e storia

Il chiostro Saint-Trophime, adiacente all'antica cattedrale di Arles, si distingue per la sua posizione atipica, non adiacente alla navata o al transetto, ma collegato al coro da una scala di 25 gradini. Costruito tra il XII e il XIV secolo, ha una forma rettangolare (28 m x 25 m), paragonabile ai chiostri provenzali di Thoronet o Montmajour. La sua costruzione si estende per due secoli: le gallerie nord e orientale (stile romanico) iniziano intorno al 1150, mentre le gallerie occidentali e meridionali (stile gotico) terminano sotto l'episcopato di Jean de Rochechouart (1390–198). Questo spostamento temporale spiega la dualità stilistica del monumento, combinando equilibrio di volume e ricchezza scultorea.

La galleria settentrionale, dedicata alla risurrezione di Cristo e ai santi patroni di Arles (Trophime, Pietro, Giovanni, Stefano), ospita eccezionali sculture romaniche, come la tomba di Cristo o i pellegrini di Emmaus. La galleria è incentrata sulla Passione, presentando scene rare come il groviglio o il bacio di Giuda. Le gallerie gotiche (sud e ovest) illustrano episodi leggendari, come il miracolo dei detenuti salvifici di St.Trophim, o vari temi (holy Martha, incoronando la Vergine).

Classificato come monumento storico nel 1846 e registrato con l'UNESCO nel 1981, il chiostro ospita anche sei arazzi del XVII secolo nella sua sala capitolare, che rappresentano scene della Gerusalemme consegnata. Queste opere, intrecciate in Felletin e Aubusson, combinano racconti incrociati ed eleganza manierista. Il sito incarna così un dialogo tra architettura sacra, arte romanica provenzale e patrimonio testuale medievale.

I pilastri scolpiti, come quello di Saint Trophimus circondato da San Pietro e San Giovanni, o i bas-relief narrativi (Ascensione, la stonatura di Stefano), testimoniano una rara padronanza tecnica e simbolica. La South Gallery, con il suo programma iconografico ispirato ad un poema del XIII secolo, celebra il culto locale di St.Trophime, mentre la West Gallery accosta temi disparati, magari riflettendo aggiunte tardive. Il tutto, nonostante la sua eterogeneità, forma un insieme coerente, segnato dalla pietà e dall'artigianalità eccezionale.

Il chiostro è segnato anche dai suoi dettagli architettonici: doppio ai romanzi su pilastri quadrati, volte gotiche su croci dogmatiche, o bentier supportato da un atlante. Questi elementi, combinati con una ricca decorazione (acanthes, artigli, scene bibliche), lo rendono un modello di arte sacra medievale. La sua prima classifica (1846) sottolinea la sua importanza di patrimonio, rafforzata dalla sua integrazione nella rete di monumenti romanici di Arles riconosciuti dall'UNESCO.

Infine, arazzi esposti, come quello della nascita di Maria (Aubusson) o la lotta di Tancrède (Felletin), aggiungere una dimensione narrativa e decorativa al sito. La loro presenza richiama il ruolo del chiostro come luogo di memoria e di trasmissione, dove la storia locale, la fede cristiana e il know-how artigianale si intersecano. Questo monumento, sia un luogo di preghiera che una galleria d'arte, incarna il culmine dell'arte romanica provenzale e la sua evoluzione verso il gotico.

Il futuro

È stato classificato come monumenti storici dal 1846. Dal 1981 è anche Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

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