Inizio costruzione vers 1150 (≈ 1150)
Galleria nord romanica iniziata.
1221–1226
Scrivere del "Romano di San Trofeo"
Scrivere del "Romano di San Trofeo" 1221–1226 (≈ 1224)
Fonte iconografica della galleria sud.
fin XIVe siècle
Completamento del chiostro
Completamento del chiostro fin XIVe siècle (≈ 1495)
Galleria del sud finito sotto Jean de Rochechouart.
1846
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1846 (≈ 1846)
Prima protezione ufficiale in Francia.
1981
Registrazione UNESCO
Registrazione UNESCO 1981 (≈ 1981)
Integrato con monumenti romani e romanzi di Arles.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Saint Trophime - Capo dell'abbazia ed evangelizzatore
Fondatore leggendario della chiesa di Arles, centrale nell'iconografia.
Jean de Rochechouart - Vescovo di Arles (1390-1398)
Ha supervisionato il completamento della galleria sud.
Saint Étienne - Ex patrono della basilica
Rappresentato come una statua e in stoning.
Charlemagne - Imperatore nella leggenda trofeo
Figurato nel miracolo di perdonato condannato (la galleria del sud).
Gamaliel - Cousin Leggendario di San Trofio
Statua nella galleria est, vicino al bentier.
Origine e storia
Il chiostro Saint-Trophime, adiacente all'antica cattedrale di Arles, si distingue per la sua posizione atipica, non adiacente alla navata o al transetto, ma collegato al coro da una scala di 25 gradini. Costruito tra il XII e il XIV secolo, ha una forma rettangolare (28 m x 25 m), paragonabile ai chiostri provenzali di Thoronet o Montmajour. La sua costruzione si estende per due secoli: le gallerie nord e orientale (stile romanico) iniziano intorno al 1150, mentre le gallerie occidentali e meridionali (stile gotico) terminano sotto l'episcopato di Jean de Rochechouart (1390–198). Questo spostamento temporale spiega la dualità stilistica del monumento, combinando equilibrio di volume e ricchezza scultorea.
La galleria settentrionale, dedicata alla risurrezione di Cristo e ai santi patroni di Arles (Trophime, Pietro, Giovanni, Stefano), ospita eccezionali sculture romaniche, come la tomba di Cristo o i pellegrini di Emmaus. La galleria è incentrata sulla Passione, presentando scene rare come il groviglio o il bacio di Giuda. Le gallerie gotiche (sud e ovest) illustrano episodi leggendari, come il miracolo dei detenuti salvifici di St.Trophim, o vari temi (holy Martha, incoronando la Vergine).
Classificato come monumento storico nel 1846 e registrato con l'UNESCO nel 1981, il chiostro ospita anche sei arazzi del XVII secolo nella sua sala capitolare, che rappresentano scene della Gerusalemme consegnata. Queste opere, intrecciate in Felletin e Aubusson, combinano racconti incrociati ed eleganza manierista. Il sito incarna così un dialogo tra architettura sacra, arte romanica provenzale e patrimonio testuale medievale.
I pilastri scolpiti, come quello di Saint Trophimus circondato da San Pietro e San Giovanni, o i bas-relief narrativi (Ascensione, la stonatura di Stefano), testimoniano una rara padronanza tecnica e simbolica. La South Gallery, con il suo programma iconografico ispirato ad un poema del XIII secolo, celebra il culto locale di St.Trophime, mentre la West Gallery accosta temi disparati, magari riflettendo aggiunte tardive. Il tutto, nonostante la sua eterogeneità, forma un insieme coerente, segnato dalla pietà e dall'artigianalità eccezionale.
Il chiostro è segnato anche dai suoi dettagli architettonici: doppio ai romanzi su pilastri quadrati, volte gotiche su croci dogmatiche, o bentier supportato da un atlante. Questi elementi, combinati con una ricca decorazione (acanthes, artigli, scene bibliche), lo rendono un modello di arte sacra medievale. La sua prima classifica (1846) sottolinea la sua importanza di patrimonio, rafforzata dalla sua integrazione nella rete di monumenti romanici di Arles riconosciuti dall'UNESCO.
Infine, arazzi esposti, come quello della nascita di Maria (Aubusson) o la lotta di Tancrède (Felletin), aggiungere una dimensione narrativa e decorativa al sito. La loro presenza richiama il ruolo del chiostro come luogo di memoria e di trasmissione, dove la storia locale, la fede cristiana e il know-how artigianale si intersecano. Questo monumento, sia un luogo di preghiera che una galleria d'arte, incarna il culmine dell'arte romanica provenzale e la sua evoluzione verso il gotico.
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Il futuro
È stato classificato come monumenti storici dal 1846. Dal 1981 è anche Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.