Fondazione del convento 1899 (≈ 1899)
Creazione iniziale dei Cappuccini.
1914-1918
Ospedale Cieco di guerra
Ospedale Cieco di guerra 1914-1918 (≈ 1916)
Requisiti durante la prima guerra mondiale.
1925
Costruzione della cappella
Costruzione della cappella 1925 (≈ 1925)
Diretto dai fratelli Perret.
14 novembre 1977
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 14 novembre 1977 (≈ 1977)
Protezione della cappella.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La cappella (Box BZ 292): iscrizione per decreto del 14 novembre 1977
Dati chiave
Auguste Perret - Architetto
Produttore della cappella di cemento.
Gustave Perret - Architetto
Co-autore della cappella.
Madame Masse - Pittore
Autore della tela marouflé.
Origine e storia
Il convento dei Cappuccini di Tours, fondato nel 1899, è un edificio religioso emblematico della città di Tours nel dipartimento Indre-et-Loire. Durante la prima guerra mondiale, fu requisito a servire come ospedale per i ciechi della guerra, illustrando il suo ruolo sociale e umanitario. Dopo il conflitto, i Cappuccini reinvestirono i locali nel 1925 e affidarono agli architetti Auguste e Gustave Perret la costruzione della cappella, originariamente prevista nel 1899 ma ridotta per motivi di bilancio.
La cappella, realizzata in cemento armato e pavimentazioni di cemento disposti in checker, si distingue per una tela di marouflé dipinta da Madame Masse. Nel 1970 il convento fu venduto ad un centro medico-psicopedagogico, trasformando la cappella in palestra. Per preservare il suo patrimonio, l'edificio è stato parzialmente protetto da un'iscrizione come monumento storico nel 1977, in particolare per contrastare i rischi associati all'estensione dell'ospedale Clocheville.
Oggi, il convento cappuccino testimonia l'evoluzione architettonica del Novecento, mescolando la modernità (con l'uso di cemento armato) e il patrimonio religioso. La sua storia riflette anche i successivi adattamenti degli edifici del convento ai mutevoli bisogni della società, dall'accoglienza dei feriti a una vocazione medica ed educativa contemporanea.
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