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Il cosiddetto Castello di Cros à Azolette dans le Rhône

Rhône

Il cosiddetto Castello di Cros

    650 Chemin du Cros
    69790 Azolette
Crédit photo : René Boncompain - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1870
Guerra franco-prussiana
vers 1899
Costruzione della tenuta
1900
Brevetto di Lombard-Gérin
21 juillet 2023
Registrazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il cosiddetto castello du Cros e la trama su cui si trova, in pieno, situato avenue des Cros (V.C. n. 4), sul Parcel n. 587, mostrato nella sezione cadastre U: iscrizione per ordine del 21 luglio 2023

Dati chiave

Catherine Vacheron - Sponsor e manager Costruzione diretta con gli architetti.
Julien Richard-Vitton - Proprietario e Sindaco di Azolette Capitano durante la guerra del 1870.
Jean Burel - Architetto Collabora con la Gas Company.
Louis Lombard-Gérin - Ingegnere elettrico Co-master della tenuta.
Jules Saint-Sorny - Blocco d'arte Medalista per il suo lavoro sul sito.

Origine e storia

Il cosiddetto castello delle Cros, situato ad Azolette nel Rodano, fu costruito alla fine del XIX secolo (circa 1899) da Catherine Vacheron e dal marito Julien Richard-Vitton, capitano delle guardie mobili durante la guerra del 1870. Questa tenuta agricola trasformata in una residenza secondaria di lusso combina diverse influenze architettoniche: neo-gotico, Art Nouveau, e Arti e Mestieri, con decorazioni interne pulite (legno, vetrate, piastrelle di cemento). Le facciate in pietra di granito scuro contrastano con le cornici in calcare bianco, mentre i bassorilievi evocano il Leone Belfort e la Cattedrale di Fourvière, in omaggio all'impegno militare della coppia.

Il progetto è stato guidato congiuntamente dall'architetto Jean Burel, noto per il suo lavoro con la Compagnie du Gaz de Lyon, e l'ingegnere Louis Lombard-Gérin, uno specialista in elettricità. La tenuta comprende un padiglione indipendente con decorazioni ibride, una griglia in ferro battuto che si apre su terrazze, e elementi tecnici innovativi per il periodo (chiusura a rulli in ferro, bagno attrezzato). Anche se è stato chiamato "castello" solo dal XIX secolo in poi, il sito conserva tracce del suo passato agricolo, visibile sul catasto napoleonico. I proprietari, figure locali (Julien era sindaco di Azolette e consigliere generale del Rodano), hanno tenuto i ricevimenti lì, anche se Julien, meno socievole, ha preferito ritirarsi al suo padiglione.

L'edificio, registrato con i Monumenti Storici nel luglio 2023, si distingue per la sua complessità architettonica, in parte ereditata dai vecchi edifici. All'interno, il soggiorno presenta un camino in terracotta e vetrate colorate che rappresentano flora e fauna, mentre la sala da pranzo sorprende con il suo telaio autoportante. Alcuni spazi, come un piccolo soggiorno con legno firmato "Yung Lambert 1901", rimasero intatti. Il dominio illustra così l'eclettismo della borghesia di Lione del tempo, mescolando modernità tecnica, riferimenti storici e comfort residenziale.

A differenza del castello Cros de Loupiac (Gironde), spesso confuso con questo monumento, la casa di Azolette non ha vocazione militare. Il suo nome, tuttavia, prende in prestito una nobile terminologia, comune per le residenze borghesi del XIX secolo. I materiali locali (granite, calcare) e il know-how artigianale (scarto di Jules Saint-Sorny, vetro colorato) sottolineano il suo ancoraggio regionale, riflettendo le aspirazioni estetiche e sociali dei suoi sponsor.

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