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Dolmen de Funtanaccia à Sartène en Corse-du-sud

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Corse-du-sud

Dolmen de Funtanaccia à Sartène

    Stazzona et Fontanaccia
    20100 Sartène
Dolmen de Funtanaccia à Sartène
Dolmen de Funtanaccia à Sartène
Dolmen de Funtanaccia à Sartène
Dolmen de Funtanaccia à Sartène
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Dolmen de Funtanaccia à Sartène
Dolmen de Funtanaccia à Sartène
Dolmen de Funtanaccia à Sartène
Crédit photo : Telperion - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1840
Prima menzione di Mérimée
1883
Studio di Adrien de Mortillet
1889
Classificazione monumento storico
1964
In uscita da Roger Grosjean
2012-2013
Ricerca programmata
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen de Fontanaccia: liste del 1889

Dati chiave

Prosper Mérimée - Scrittore e archeologo Prima di descrivere i dolmen nel 1840.
Adrien de Mortillet - Archeologo Autore della descrizione dettagliata nel 1883.
Roger Grosjean - Archeologo Responsabile del disimpegno nel 1964.

Origine e storia

Il Dolmen de Fontanaccia, situato nel comune di Sartène in Corsica del Sud, è uno dei monumenti megalitici più notevoli della Corsica. Menzionato per la prima volta nel 1840 dal Prosper Mérimée sotto il nome di Stazzona del Diavolo ("Forge du Diable"), fu descritto con precisione, accompagnato da disegni e misure. Mérimée ha sottolineato le sue dimensioni, ponendo le fondamenta della sua fama successiva.

Nel 1883, l'archeologo Adrien de Mortillet, durante la sua missione per la sottocommissione di monumenti megalitici, lo chiamò "il monumento più bello e meglio conservato dei dolmen della Corsica". Le sue osservazioni, integrate da fotografie e letture dettagliate, divennero riferimenti indispensabili. Sette lastre (comprese tre orthostat laterali incrinate) sono state nominate da A a H e studiate per la loro origine geologica: tutto il granito, mentre il seminterrato locale è dolerite. Nessuna traccia di tumulo o corridoio è mai stata identificata.

La camera funeraria, di forma trapezoidale (2,60 m di lunghezza, larghezza variabile da 1,35 m a 1,80 m), era alta 1.70 m sotto lastra. Gli scavi, soprattutto quelli del 2012-2013, hanno confermato l'assenza di depositi archeologici, la stanza vuota del XIX secolo. Nelle vicinanze, altri due siti megalitici — gli allineamenti di I Stantari (300 m a nord-est) e Rinaghju (400 m a sud-est) — mostrano una densa occupazione neolitica.

Ranked un monumento storico nel 1889, i dolmen beneficiarono di opere di compensazione nel 1964 da Roger Grosjean, mentre fu sepolto sotto il maquis. Il suo eccezionale stato di conservazione, accoppiato con il suo isolamento su una piccola altezza, lo rende un grande testimone delle pratiche funerarie neolitiche nel Mediterraneo. Tuttavia, studi successivi non hanno rivelato il suo uso preciso o il contesto culturale dettagliato, lasciando alcuni puzzle non risolti.

Le descrizioni storiche evidenziano il suo ruolo simbolico, in particolare attraverso il suo antico nome evocativo (Forge du Diable), forse riflettendo le credenze locali dopo la sua costruzione. Oggi rimane un sito chiave per comprendere le società neolitiche dell'isola, nonostante l'assenza di mobili archeologici.

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