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Dolmen, detto Casa delle fedini, o Fate à Tressé en Ille-et-Vilaine

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Allées couvertes

Dolmen, detto Casa delle fedini, o Fate

    D9
    35720 Mesnil-Roc'h
Stato
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
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Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Dolmen, dit Maison des Feins, ou des Fées
Crédit photo : calaeco - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique (IIIe millénaire av. J.-C.)
Costruzione di dolmen
1889
Monumento storico
1931
Ricerca e restauro
Années 1980
Danni alle sculture
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Le dolmen (causa A 19bis): classificazione per lista 1889

Dati chiave

Robert Mond - Archeologo Diretto gli scavi e restaurato il sito nel 1931.
V.C.C. Collum - Assistente Archeologo Documentato gli scavi in un rapporto (1938).
Baron Surcouf - Titolare del sito Comandato gli scavi del 1931.
Jacques Briard - Archeologo Studiò i megaliti di Ille-et-Vilaine.

Origine e storia

La Maison des Fées, conosciuta anche come Maison des Feins o Dolmen de Tressé, è un vialetto coperto situato nella foresta di Mesnil, sulla città di Tressé in Ille-et-Vilaine. Questo monumento megalitico, risalente al Neolitico, si distingue per la sua struttura allungata di 12 metri di lunghezza, coperta da otto lastre. Fu classificato come Monumenti Storici nel 1889, riconoscendo la sua importanza di primo piano. Il sito è circondato da un tumulo ovale, ora parzialmente estinto, e presenta lastre scolpite con motivi bassorilievi, comprese le rappresentazioni del seno, simboli spesso associati alle divinità femminili.

Nel 1931, l'archeologo inglese Robert Mond intraprese scavi approfonditi sul sito, su richiesta del Barone Surcouf, allora proprietario del sito. Queste opere hanno permesso al monumento di essere parzialmente restaurato e di rivelare artefatti significativi: uno scheletro, ceramica, una collana di perle steatite, così come un asso di bronzo risalente all'epoca dell'imperatore Domiziano (I secolo d.C.) e frammenti di ferro. Queste scoperte suggeriscono il riutilizzo o l'uso del sito ben dopo la sua costruzione iniziale, durante l'antichità romana. Gli scavi furono documentati da V.C. Collum, assistente di Mond, in un rapporto pubblicato nel 1938.

Il monumento è segnato anche da leggende locali, come quella delle fate che hanno offerto un pane magico a un contadino vicino. Questa storia popolare, tipica delle tradizioni bretone, illustra l'immaginazione associata a megaliti, spesso percepita come luoghi abitati da esseri soprannaturali. Le sculture della lastra del comodino, ora parzialmente mutilate, rafforzano questo mistero. Un terminale di cemento, installato vicino al sito durante gli scavi del 1931, commemora il lavoro di Mond e Collum con l'iscrizione: "Flooded e restaurato nel 1931 / P.L. Mond VCC.

Architettonicamente, la passerella è orientata a nord-nord-ovest/sud-sud-est e delimitata da 19 orthostats (pietre arretrate) e una lastra a comodino. La sua copertura, composta da otto lastre, originariamente proteggeva una camera funebre, ora parzialmente rovinata. Le dimensioni attuali del monumento sono lunghe 15 metri, larghe 2,30 metri e alte 1,30 metri, a seconda delle fonti più recenti. I motivi scolpiti, interpretati come simboli della "Grande Dea", testimoniano pratiche culturali e religiose complesse durante il terzo millennio a.C.

La Fairy House fa parte di una più grande serie di megaliti protetti in Ille-et-Vilaine, riflettendo l'importanza di questa regione nello studio del neolitico di Breton. I lavori di Jacques Briard e Loïc Langouët, tra gli altri archeologi, hanno contribuito a documentare questo patrimonio, mettendo in evidenza il suo ruolo nei riti funebri e nelle credenze del tempo. Oggi, il sito rimane un luogo di visita e studio, anche se il suo accesso e la conservazione sollevano domande, come evidenziato dalla precisione "molto insufficiente" attribuita alla sua posizione in alcuni database.

Collegamenti esterni