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Dolmen sotto il tumulo in Barbonne-Fayel dans la Marne

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Marne

Dolmen sotto il tumulo in Barbonne-Fayel

    Route de Queudes
    51120 Barbonne-Fayel
Proprietà privata
Crédit photo : Auteur inconnuUnknown author - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1900
2000
Néolithique récent - Chalcolithique
Periodo di costruzione
1913
La scoperta dei dolmen
17 mai 1921
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen in tumulus: per ordine del 17 maggio 1921

Dati chiave

Émile Schmit - Archeologo e corrispondente Trovato il sito nel 1913.

Origine e storia

Il Dolmen des Mardelles, situato a Barbonne-Fayel nella Marne, è una tomba megalitica del tipo tardo neolitico e caldeolitico. Scoperto nel 1913 durante il lavoro agricolo, fu ricercato da Émile Schmit, corrispondente della Commissione dei Monumenti Storici. La struttura, scavata nel gesso, è lunga 2,50 m ed è coperta da una lastra di 4 m per 4 m, parzialmente danneggiata durante la sua scoperta. Un fossato di drenaggio circonda la tomba, il cui terreno, indurito da pietre riscaldate, forma un primitivo "concrete".

La tomba era sede dei resti di circa cinquanta individui, alcuni dei quali sono stati inceneriti sul sito, come evidenziato da strati di cenere di spessore 0.20 m. Le ossa, depositate in diverse fasi, includono sepolture primarie e sepolture secondarie senza connessione anatomica. L'arredamento archeologico comprende strumenti flint (haches, lame), frammenti di ceramica, amuleti di conchiglie e ossa di animali (cavallo, tassista, uccello), suggerendo offerte rituali.

Ranked a Historical Monument con decreto del 17 maggio 1921, il dolmen illustra le pratiche funerarie collettive del tardo neolitico. Gli oggetti domestici (ago di legno, trapano di cervo) e tracce di fuoco indicano rituali complessi, eventualmente legati all'incenerimento e alle cerimonie di deposizione successive del defunto. La lastra, inizialmente lunga 5,50 m, poggia su due pilastri di arenaria, uno dei quali è stato rotto durante la scoperta.

Gli scavi di Schmit hanno anche rivelato tracce di riuso della tomba, con depositi funebri sparsi nel tempo. La presenza di teschi isolati e ossa sparse suggerisce pratiche di manipolazione postmortem dei resti, comuni nelle sepolture collettive di questo periodo. Il sito, anche se parzialmente alterato, rimane una testimonianza chiave delle tradizioni megalitiche in Champagne-Ardenne (ora Grand Est).

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