Periodo di costruzione Néolithique récent - Chalcolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Uso funebre collettivo stimato.
1913
La scoperta dei dolmen
La scoperta dei dolmen 1913 (≈ 1913)
Il lavoro agricolo rivela sepoltura.
17 mai 1921
Monumento storico
Monumento storico 17 mai 1921 (≈ 1921)
Protezione ufficiale con decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen in tumulus: per ordine del 17 maggio 1921
Dati chiave
Émile Schmit - Archeologo e corrispondente
Trovato il sito nel 1913.
Origine e storia
Il Dolmen des Mardelles, situato a Barbonne-Fayel nella Marne, è una tomba megalitica del tipo tardo neolitico e caldeolitico. Scoperto nel 1913 durante il lavoro agricolo, fu ricercato da Émile Schmit, corrispondente della Commissione dei Monumenti Storici. La struttura, scavata nel gesso, è lunga 2,50 m ed è coperta da una lastra di 4 m per 4 m, parzialmente danneggiata durante la sua scoperta. Un fossato di drenaggio circonda la tomba, il cui terreno, indurito da pietre riscaldate, forma un primitivo "concrete".
La tomba era sede dei resti di circa cinquanta individui, alcuni dei quali sono stati inceneriti sul sito, come evidenziato da strati di cenere di spessore 0.20 m. Le ossa, depositate in diverse fasi, includono sepolture primarie e sepolture secondarie senza connessione anatomica. L'arredamento archeologico comprende strumenti flint (haches, lame), frammenti di ceramica, amuleti di conchiglie e ossa di animali (cavallo, tassista, uccello), suggerendo offerte rituali.
Ranked a Historical Monument con decreto del 17 maggio 1921, il dolmen illustra le pratiche funerarie collettive del tardo neolitico. Gli oggetti domestici (ago di legno, trapano di cervo) e tracce di fuoco indicano rituali complessi, eventualmente legati all'incenerimento e alle cerimonie di deposizione successive del defunto. La lastra, inizialmente lunga 5,50 m, poggia su due pilastri di arenaria, uno dei quali è stato rotto durante la scoperta.
Gli scavi di Schmit hanno anche rivelato tracce di riuso della tomba, con depositi funebri sparsi nel tempo. La presenza di teschi isolati e ossa sparse suggerisce pratiche di manipolazione postmortem dei resti, comuni nelle sepolture collettive di questo periodo. Il sito, anche se parzialmente alterato, rimane una testimonianza chiave delle tradizioni megalitiche in Champagne-Ardenne (ora Grand Est).
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