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Domaine du Château du Montois à Ressons-le-Long dans l'Aisne

Aisne

Domaine du Château du Montois

    71 Rue du Cleux
    02290 Ressons-le-Long
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Domaine du château du Montois
Crédit photo : Fdouchet - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1736
Costruzione del padiglione centrale
1875-1890
Espansione del castello
Années 1920
Ricomposizione del parco
années 1920
Ricomposizione del parco
9 avril 2024
Registrazione per monumenti storici
avril 2024
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Le seguenti parti del castello du Montois: castello, facciate e tetti, vestibolo, grande scala (cad. A 1204), cantine sotto il castello (cad. A 1204), terrazza con guardrail e muro di contenimento, cancello d'ingresso (cad. A 1204), i resti degli annessi che chiudono il cortile a sud (cad. A 1204), disposizione idraulica con fontana, gradi e bacino (cad. A 1204), parco e resti di mura (cad. A 776 a 779, 1177, 1178, 1181, 1182 e 1204), cappella in pieno (vedi A 1204), mostrata nella sezione A catasto, trame 776 a 779, 1177, 1178, 1181, 1182 e 1204, come delimitato sul piano allegato al decreto:

Dati chiave

Émile Gaillard - Storico locale Autore della monografia (1905).
Édouard Redont - Paesaggio Ricompone il parco negli anni venti.
Edouard Redont - Paesaggio Ricompone il parco negli anni venti.

Origine e storia

Lo Château du Montois è un edificio situato a Ressons-le-Long, nel dipartimento di Aisne, nel cuore della regione naturale di Soissonnais e dell'ex ducato di Valois. Costruito nel 1736 come padiglione, è ora il corpo centrale dell'attuale castello. La sua architettura riflette le influenze locali, con aggiunte successive come due padiglioni laterali (1875-1890) ai redent gables tipici del Soissonnais, e due torrette ottagonali ispirate alle case padronali del XVI secolo.

La proprietà, tra cui il castello, i suoi annessi, il suo sviluppo idraulico (fontaine, bacini), il suo parco e la sua cappella, è stato aggiunto all'Inventorio Addizionale dei Monumenti Storici nell'aprile 2024. Questo sito è noto anche per il suo giardino ricreativo, ricomposto negli anni '20 dal paesaggista Edward Redont, autore di parchi di rilievo come il Patte-d'Oie o il giardino orticolo Reims.

La storia del castello e dei suoi proprietari è documentata in una monografia di Émile Gaillard (1905, ristampata nel 2007), che offre dettagli sul patrimonio locale, tra cui altri edifici come il castello di Mainville o il mulino di carta Pontarcher. Il villaggio di Restons-le-Long, dove si trova la tenuta, è considerato uno dei più notevoli dell'Aisne dal CAUE (Consiglio di Architettura, Urbanismo e Ambiente).

Il cancello d'ingresso, le vestigia degli annessi, lo sviluppo idraulico, il parco e la cappella sono stati tra gli elementi protetti dal decreto del 9 aprile 2024. Questa classificazione sottolinea l'importanza del sito, sia per la sua architettura che per la sua integrazione paesaggistica, segnata da installazioni idrauliche e giardini classificati nel pre-inventario di giardini notevoli.

Lo Château du Montois illustra così l'evoluzione architettonica e paesaggistica di una nobile tenuta, dalla sua creazione nel XVIII secolo alle sue bellezze del XIX e XX secolo. La sua recente iscrizione nei monumenti storici lo rende una testimonianza protetta della storia locale e dell'arte dei giardini di Picardia (ora Hauts-de-France).

Infine, la tenuta fa parte di un territorio ricco di patrimonio, come testimoniano gli altri monumenti menzionati nella monografia di Émile Gaillard, come l'Abbazia Reale di Notre-Dame de Soissons o il palazzo Poulandon. Questi elementi evidenziano il ruolo storico e culturale di Let's Talk nella regione.

Collegamenti esterni