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Convento domenicano di Corbara en Haute-corse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Couvent
Haute-corse

Convento domenicano di Corbara

    Couvent Saint-Dominique
    20220 Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Couvent Saint-Dominique de Corbara
Crédit photo : Pierre Bona - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1800
1900
2000
vers 1430
Fondazione iniziale
1857
Restauro domenicano
1903
Espulsione dei Domenicani
1914-1918
Centro di tirocinio
1927
Rioccupazione religiosa
1993
Arrivo dei fratelli di San Giovanni
2011
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intero convento, edifici conventi e chiostro, chiesa e campanile (Box E 591): iscrizione per ordine del 28 gennaio 2011

Dati chiave

Guido de Sabellis - Signore medievale Fondato il seigneury di Balagne nel nono.
Jacopino de Sabellis - Figlio di Guido Costruisce una bobina vicino al convento.
Pascal Paoli - Figura corsa Visitato il convento nel XVIII secolo.
Guy de Maupassant - Scrittore francese Sono rimasto al convento.
Jean XXIII - Papa futuro Visitato il sito come cardinale.
Frère Jean Marty - Conversazione domenicana Partecipazione alla ricostruzione (1857-1864).

Origine e storia

Il Convento di San Domenico di Corbara, originariamente chiamato Convento di San Francesco della Pieve di Aregno, è fondato intorno al 1430 sulle pendici del Monte San Angelo (Sansanghjelu). Originariamente occupato dai francescani, divenne un bene nazionale durante la Rivoluzione francese, prima di essere acquistato e restaurato dai domenicani italiani nel 1861. Quest'ultimo fondò una scuola e un collegio di teologia, ma fu espulso nel 1903 dopo le leggi di separazione dalla Chiesa e dallo Stato. Il convento, ripreso nel 1927, funge anche da centro per i civili tedeschi e austro-ungari durante la prima guerra mondiale, come dimostrano i disegni lasciati nelle cellule.

Il sito, registrato con i monumenti storici nel 2011, è costituito da quattro corpi di edifici organizzati intorno a un chiostro, una chiesa di convento e giardini terrazzati. La sua architettura riflette aggiunte successive, in particolare dopo un incendio nel 1986. Dal 1993 è occupato dai fratelli di San Giovanni, comunità religiosa contemporanea. Il convento è conosciuto anche per ospitare figure come Pascal Paoli, Guy de Maupassant, o il futuro Papa Giovanni XXIII, evidenziando il suo ruolo culturale e spirituale in Corsica.

La storia del convento è legata a quella delle Balagne, una regione caratterizzata da conflitti tra signori locali, come i discendenti di Guido de Sabellis, che dominarono la regione dal IX secolo. Il Monte Sant'Angelo, su cui è costruito, ospita anche le rovine di una castella medievale costruita da Jacopino, figlio di Guido. Queste vestigia richiamano le lotte feudali che hanno plasmato il paesaggio politico e religioso della Corsica premoderna.

Durante la Grande Guerra, il convento ospitava quasi 800 prigionieri civili, tra cui artisti che lasciavano tracce del loro passaggio, come affreschi o sculture. Dopo il 1918, riacquistò gradualmente la sua vocazione religiosa, nonostante i periodi di abbandono. Oggi, rimane un luogo di pellegrinaggio e di raccoglimento, pur essendo una testimonianza architettonica degli scambi culturali e dei sconvolgimenti politici che hanno segnato la Corsica.

La vicina cappella Notre-Dame de Lazio e le rovine della castella di Guido de Sabellis completano questo patrimonio, offrendo un panorama della storia medievale e moderna del Balagne. Il convento, con la sua chiesa barocca e gli annessi, illustra l'evoluzione degli ordini religiosi in Corsica, tra l'influenza italiana, l'occupazione francese e l'identità locale.

Infine, il convento Saint-Dominique incarna la resilienza delle comunità religiose della Corsica, essendo sopravvissute a leggi anticlericali, guerre e cambiamenti vocazionali. La sua iscrizione come monumento storico nel 2011 dedica la sua importanza di patrimonio, sia per la sua architettura che per il suo ruolo nella storia sociale e culturale della Corsica.

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